La privatizzazione degli aeroporti di Catania Fontanarossa e Comiso Pio La Torre, gestiti dalla società SAC S.p.A., è ormai prossima all’ultima tappa. Il 25 luglio 2025 la SAC ha annunciato che la pubblicazione delle manifestazioni d’interesse è imminente, mentre il bando risulta in via di valutazione e completamento. L’iter di vendita prevede la cessione del 60–66% delle quote societarie a investitori privati, coinvolgendo player nazionali e internazionali dell’aviazione e delle infrastrutture.
Parallelamente, sono in arrivo nuovi bandi destinati alle compagnie aeree, con incentivi mirati al potenziamento delle rotte internazionali su Comiso: una strategia pensata per migliorare la connettività aerea e favorire sviluppo turistico e commerciale nel territorio ibleo.
Cronistoria del percorso di privatizzazione
Il processo ha avuto un’accelerazione decisiva il 26 marzo 2025, quando l’Assemblea dei Soci della SAC ha approvato all’unanimità le procedure e il nuovo Piano Industriale, dal valore stimato superiore a 1,5 miliardi di euro tra investimenti infrastrutturali e nuove rotte. La documentazione era stata presentata al CdA fin dal 27 febbraio dello stesso anno. L’obiettivo principale: trasformare Catania e Comiso in hub competitivi del Mediterraneo orientale, accrescendo efficienza, attrattività e collegamenti.
Governance: lo scoglio politico
Nonostante la prontezza tecnica e finanziaria (con Mediobanca advisor e il bando già predisposto), la nomina dei nuovi vertici societari è saltata per la quarta volta il 26 luglio 2025, bloccata da disaccordi tra i principali soci pubblici (Camera di Commercio, Comune di Catania, Libero Consorzio di Catania, Irsap). Questo stallo ha lasciato la società in ordinaria amministrazione, creando rischi di rallentamento rispetto alla tempistica inizialmente prevista.
Opportunità strategiche per la Sicilia
L’ingresso di capitali privati mira a garantire:
Investimenti per infrastrutture (nuovi terminal, ampliamenti piste, avvicinamento a compagnie internazionali)
Modernizzazione dei servizi, con Catania già quinto aeroporto nazionale per traffico passeggeri (oltre 12 milioni nel 2024)
Maggior competitività nel mercato turistico europeo
La spinta della Regione mira anche a far seguire lo stesso percorso all’aeroporto di Palermo, considerato un passo strategico per l’intero sistema aeroportuale siciliano.
Rischi e criticità
Il principale rischio attuale è la mancanza di una governance stabile, che potrebbe paralizzare la privatizzazione nonostante la solidità del piano industriale e del bando di gara. Rimangono inoltre alcuni nodi:
Il rischio di disomogeneità territoriale, con scali minori come Trapani rischiosamente marginalizzati
Forti discussioni politiche e sociali sulla preservazione del controllo pubblico delle infrastrutture strategiche, con appelli contro il rischio di una “svendita”.
Palermo e Trapani: scenari futuri
Palermo (Gesap) osserva con attenzione e potrebbe essere coinvolta a breve, sulla spinta politica del presidente della Regione. Trapani (Airgest), invece, non risulta attualmente interessata dal piano di privatizzazione e resta in mano pubblica, rafforzando il suo ruolo strategico cargo-oriented ma senza un disegno integrato regionale.
La privatizzazione degli aeroporti di Catania e Comiso rappresenta un crocevia strategico per la Sicilia: il percorso è ormai vicino all’ultima fase, ma resta sospeso sull’incognita politica della governance. Dalla riuscita di questa operazione dipende una nuova stagione di investimenti, sviluppo del turismo e riconnessione dell’Isola con il Mediterraneo — mentre Palermo si prepara a un possibile ingresso sullo stesso sentiero e Trapani punta a consolidare la sua vocazione pubblica.




