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Aeroporto di Catania ancora nel caos: Etna blocca i voli, partenze ferme e decine di dirottamenti

L’emergenza non è rientrata. Anzi, prosegue di ora in ora. L’aeroporto di Catania-Fontanarossa continua a fare i conti con le conseguenze dell’intensa attività eruttiva dell’Etna e della nube di cenere vulcanica che, a seconda dell’evoluzione dei venti e dell’attività del vulcano, costringe le autorità aeronautiche a chiudere o limitare porzioni di spazio aereo.

Dopo una giornata, quella di ieri, caratterizzata da continui provvedimenti di chiusura – inizialmente fino alle 19, poi prorogati alle 21 e successivamente fino alle 5 del mattino – anche oggi la situazione resta estremamente instabile. Le limitazioni vengono aggiornate in tempo reale in base alle condizioni atmosferiche e alla presenza della cenere vulcanica lungo le rotte di avvicinamento e decollo.

Partenze ferme, arrivi contingentati

La SAC, società di gestione dello scalo etneo, ha comunicato che, a seguito dell’attività vulcanica registrata nella notte tra il 5 e il 6 luglio, permane l’interruzione dei voli in arrivo e il blocco totale delle partenze fino alle ore 12. Una misura che, come già accaduto nelle ultime ore, potrebbe essere ulteriormente modificata in funzione dell’evoluzione del fenomeno eruttivo.

L’invito rivolto ai passeggeri è quello di non recarsi in aeroporto senza avere preventivamente verificato lo stato del proprio volo attraverso la compagnia aerea. In questo momento, infatti, anche pochi minuti possono fare la differenza: un collegamento può essere autorizzato oppure cancellato all’ultimo istante, in base alle decisioni dell’Unità di crisi dell’aviazione civile.

L’aeroporto di Comiso, invece, continua ad operare regolarmente e rappresenta una delle alternative utilizzate dalle compagnie per limitare i disagi.

L’Etna detta i tempi dell’aviazione civile

L’emergenza è iniziata già nella mattinata di ieri, quando l’Etna ha intensificato la propria attività eruttiva producendo una consistente colonna di cenere che ha raggiunto circa 1,5 chilometri sopra il cratere, spinta poi verso sud dalle correnti in quota. Le rilevazioni dell’INGV hanno imposto la chiusura progressiva dei settori di spazio aereo interessati dalla nube vulcanica, rendendo impossibile garantire condizioni di sicurezza per decolli e atterraggi.

Si tratta di decisioni che vengono assunte esclusivamente per ragioni di sicurezza del traffico aereo: la cenere vulcanica rappresenta infatti uno dei rischi più seri per i motori degli aeromobili, potendo comprometterne il funzionamento anche senza essere visibile ai piloti.

Palermo assorbe l’emergenza

L’effetto domino si è inevitabilmente riversato sugli altri aeroporti siciliani, in particolare su Palermo, che nella sola giornata di ieri ha dovuto gestire un improvviso incremento del traffico.

La Gesap ha comunicato che, a fronte di una giornata già molto intensa con 114 voli in arrivo e 112 in partenza, lo scalo Falcone-Borsellino ha accolto almeno 23 voli dirottati da Catania nelle prime ore dell’emergenza, numero destinato poi ad aumentare con il protrarsi delle limitazioni.

«L’aeroporto di Palermo ha fronteggiato al meglio, nonostante il sostenuto traffico commerciale, l’arrivo dei voli aggiuntivi deviati da Catania per l’emergenza vulcano», spiegano dalla società di gestione.

Una macchina organizzativa sotto pressione

Per consentire ai passeggeri di raggiungere la destinazione originaria, le compagnie aeree hanno predisposto servizi di autobus tra Palermo e Catania. Parallelamente è stato necessario potenziare l’assistenza a terra, la gestione dei bagagli e il coordinamento operativo tra tutti i soggetti coinvolti.

«Stiamo lavorando a un ritmo ancora maggiore per assicurare la migliore esperienza possibile ai passeggeri e garantire assistenza a coloro che sono stati dirottati», fanno sapere dalla Gesap, sottolineando il lavoro congiunto svolto insieme a ENAC, ENAV, forze dello Stato, operatori aeroportuali e compagnie aeree.

Migliaia di passeggeri in attesa

Le ripercussioni riguardano migliaia di viaggiatori, molti dei quali hanno visto cancellare o rinviare il proprio volo, mentre altri sono stati costretti a lunghe attese negli aeroporti o a trasferimenti via terra tra Palermo e Catania.

L’evoluzione della situazione resta strettamente legata all’attività dell’Etna. Finché la nube di cenere continuerà a interessare le rotte aeree, le limitazioni potranno essere prorogate anche con brevissimo preavviso, rendendo difficile programmare la ripresa della normale operatività dello scalo di Fontanarossa. Per questo motivo SAC continua a raccomandare ai passeggeri di monitorare costantemente gli aggiornamenti ufficiali e lo stato del proprio volo prima di mettersi in viaggio.

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