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Aeroporto Intercontinentale del Mediterraneo, parte l’iter: depositata la documentazione per il nuovo hub

E’ ufficialmente iniziato il percorso autorizzativo per la realizzazione dell’Aeroporto Intercontinentale del Mediterraneo (M.I.A.), il nuovo hub che dovrebbe sorgere tra Milazzo, Merì e Barcellona Pozzo di Gotto.

Il 17 febbraio La Sciara Holding LTD & Partners ha infatti depositato tutta la documentazione tecnica e amministrativa necessaria ad avviare l’iter istruttorio. Non si tratta più soltanto di un’idea progettuale o di una manifestazione di intenti, ma del primo passo formale dentro il complesso meccanismo delle autorizzazioni.

Un progetto da 1,2 miliardi di euro

Secondo il CEO Fabio Bertolotti, il deposito rappresenta «un passo decisivo verso la realizzazione concreta di un hub strategico globale», pensato per colmare il divario infrastrutturale del Sud Italia nei voli intercontinentali e nella logistica merci.

L’investimento previsto è interamente privato e prevede investimenti 1,2 miliardi di euro per la costruzione dell’aeroporto e 450 milioni di euro per un impianto fotovoltaico dedicato. Il modello individuato è quello del project finance, con diritto di prelazione per i proponenti. La società ribadisce che non sono previsti fondi pubblici.

La vera novità: parte l’iter autorizzativo

L’elemento centrale non è solo la dimensione economica del progetto, ma l’avvio ufficiale del percorso amministrativo.

Da questo momento si apre una fase complessa e multilivello che coinvolgerà: ENAC, ENAV, Ministero dei Trasporti, Ministero dell’Ambiente, Regione Siciliana, Comuni interessati.

Il progetto dovrà superare valutazione di impatto ambientale, verifiche urbanistiche e conformità alla pianificazione nazionale dei trasporti. Solo al termine di questo iter potrà ottenere le autorizzazioni definitive.

In altre parole, il sogno entra ora nella fase delle verifiche tecniche e istituzionali.

Un hub quadri-modale

Il M.I.A. viene presentato come un polo multimodale unico nel suo genere, integrato su quattro direttrici: Navale, Aerea, Ferroviaria, Autostradale.

Tra le infrastrutture previste:

  • Pista da 4.000 metri, adatta ai grandi vettori intercontinentali
  • Area retail con 210 negozi
  • Centro congressi
  • Hotel a 5 stelle con almeno 400 camere
  • Centro di simulazione di volo
  • Polo manutentivo certificato
  • Academy per la formazione del personale
  • Impianto fotovoltaico per autonomia energetica

È stata inoltre annunciata l’intenzione di costituire o acquisire una compagnia aerea con sede nel Messinese entro il 2026.

Il nodo infrastrutturale del Sud

Uno degli argomenti centrali del progetto riguarda il divario tra Nord e Sud Italia. Il Mezzogiorno, con quasi 20 milioni di abitanti, non dispone attualmente di piste superiori ai 3.300 metri per voli intercontinentali pesanti, mentre il Centro-Nord conta numerosi scali di grandi dimensioni.

Secondo i promotori, questo rappresenta un vero “collo di bottiglia” per lo sviluppo industriale e logistico del Sud.

Impatto economico e occupazionale

Le stime parlano di un impatto occupazionale compreso tra 80.000 e 120.000 posti di lavoro tra diretto e indotto. Numeri ambiziosi che, se confermati, renderebbero l’opera uno dei principali motori economici del Mezzogiorno.

Ma al momento il punto chiave resta uno: il progetto è entrato ufficialmente nella fase procedurale.

Un inizio, non un traguardo

Il deposito della documentazione non equivale a un via libera definitivo, ma segna l’inizio concreto di un percorso istituzionale. Da qui in avanti saranno determinanti le valutazioni tecniche, ambientali e amministrative.

Dopo anni di dibattiti su infrastrutture strategiche, la Sicilia orientale compie dunque un passo formale verso un possibile ruolo di hub intercontinentale. Il cammino sarà lungo e complesso, ma per la prima volta il progetto dell’aeroporto entra ufficialmente nei corridoi delle autorizzazioni.

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