spot_img
spot_img

Amunì accende Torrenova: la festa che trasforma una piazza in vetrina della Sicilia

Piazza Mare piena nonostante il caldo per l’apertura con Sal Da Vinci. Ma il valore della manifestazione va oltre i concerti: produttori, grande distribuzione e buyer internazionali fanno di Torrenova un punto d’incontro tra spettacolo, territorio e impresa

TORRENOVA – Una piazza affollata si può riempire per una sera. Più difficile è costruire una manifestazione capace di trattenere il pubblico per tre giorni, mettere insieme generazioni differenti, richiamare visitatori da numerose province siciliane e, contemporaneamente, offrire alle imprese uno spazio nel quale incontrare operatori della grande distribuzione e buyer internazionali.

È in questa combinazione, più che nel nome dell’artista scritto sul manifesto, che si misura la forza raggiunta da Amunì Festival. La quarta edizione della manifestazione si è aperta ieri pomeriggio sul lungomare di Torrenova, in una Piazza Mare sulla quale il caldo ha continuato a farsi sentire anche nelle ore serali. Alle 18 il taglio del nastro, poi i saluti istituzionali e l’avvio di una macchina organizzativa destinata a muovere, fino a domenica, migliaia di persone.

Alla cerimonia inaugurale hanno preso parte il sindaco Salvatore Castrovinci e la responsabile del Festival Marina Benino, insieme al vicepresidente della Regione e assessore all’Agricoltura Luca Sammartino, al senatore Nino Germanà, all’eurodeputato Raffaele Stancanelli, ai deputati regionali Giuseppe Laccoto e Bernadette Grasso. Presenti anche un rappresentante dell’area acquisti di Decò e Roberto Monzù, presidente della Camera di Commercio italiana di Perth.

Una presenza istituzionale numerosa, ma soprattutto coerente con la natura che Amunì cerca di darsi: non soltanto evento estivo, bensì luogo nel quale politica, produzione, distribuzione e apertura ai mercati esteri possono incontrarsi.

Dopo l’inaugurazione, l’intrattenimento di Radio DOC, l’apertura degli stand, del Luna Park e dell’area street food hanno accompagnato il pubblico verso il concerto di Sal Da Vinci, fresco vincitore del Festival di Sanremo 2026 con “Per sempre sì”. Piazza Mare si è progressivamente riempita fino a offrire il colpo d’occhio delle grandi occasioni.

Soddisfatto il sindaco Salvatore Castrovinci, che abbiamo raggiunto telefonicamente. Il primo cittadino riconosce che la serata inaugurale non ha eguagliato le presenze dello scorso anno, quando sul palco era salita Loredana Bertè, ma sottolinea come Piazza Mare fosse comunque gremita. Sul confronto potrebbero avere inciso il caldo particolarmente intenso e una proposta musicale rivolta a un pubblico differente. Circostanze che non intaccano il dato più significativo: anche questa volta Amunì ha portato a Torrenova un’imponente affluenza di visitatori.

Ed è proprio questo il primo risultato di Amunì. Checché se ne dica, nel panorama della costa tirrenica e dell’area nebroidea la manifestazione può oggi essere considerata, per capacità attrattiva, continuità, articolazione del programma e notorietà degli ospiti, l’appuntamento più importante della stagione estiva.

Non è un giudizio affidato soltanto all’entusiasmo. Poche iniziative del comprensorio riescono a concentrare in tre giornate concerti gratuiti con artisti nazionali, spettacoli rivolti ai giovanissimi, street food, convegni, show cooking, esposizione commerciale e incontri tra aziende e compratori. E ancora meno riescono a richiamare un pubblico proveniente da un’area che supera largamente i confini dei Nebrodi.

Il concerto è il grande magnete, quello che accende i riflettori e porta la folla. Ma dietro il palco si svolge la parte meno appariscente e, probabilmente, più importante del Festival. Negli stand trovano spazio produzioni che raccontano la Sicilia attraverso il vino, la pasta, i formaggi, i salumi, il miele, i dolci, le conserve e i prodotti del mare. Tra le realtà annunciate figurano Pasta Etna, l’Antica Salumeria Sturiale, la Pasticceria Scimeca, la Cooperativa Rinascita di Valledolmo, Meli Duci, il Caseificio La Cava, SIFOR, le cantine Alessandro di Camporeale, l’azienda agricola Caravaglio di Salina e Castrovinci–Mari d’Amuri.

Nomi, territori e storie imprenditoriali differenti che compongono un piccolo atlante della produzione siciliana. Aziende alcune delle quali hanno già raggiunto mercati nazionali e internazionali, altre che proprio attraverso occasioni come Amunì possono provare ad ampliare la propria rete commerciale.

Qui si trova la differenza tra una fiera e una manifestazione con un’ambizione più alta. Una fiera tradizionale espone il prodotto al visitatore; Amunì prova a portare il produttore davanti a chi quel prodotto può acquistarlo, distribuirlo e collocarlo su scaffali lontani dalla Sicilia.

Gli incontri B2B tra imprese, operatori della grande distribuzione organizzata e buyer esteri rappresentano quindi il vero banco di prova. Il valore di questi appuntamenti non si misura con gli applausi né con le fotografie della piazza, ma con i contatti avviati, gli ordini eventualmente sottoscritti e le relazioni commerciali che riusciranno a proseguire dopo lo smontaggio degli stand. La presenza di un responsabile acquisti di Decò e del presidente della Camera di Commercio italiana di Perth rende concreta questa prospettiva. Perth non è una semplice presenza geografica da aggiungere al programma: l’Australia ospita una comunità italiana e siciliana numerosa e costituisce un mercato particolarmente sensibile al richiamo delle produzioni agroalimentari dell’Isola.

Amunì tenta così di trasformare Torrenova, per tre giorni, in una porta d’accesso ai mercati. Una piccola città della costa non più soltanto destinataria di visitatori, ma luogo nel quale la Sicilia che produce incontra chi può aiutarla a vendere. È un cambio di prospettiva importante. Per troppo tempo molte manifestazioni enogastronomiche hanno confuso la valorizzazione del territorio con la semplice somministrazione di cibo. Riempire una strada di bancarelle può generare movimento per qualche ora, ma non è sufficiente a costruire promozione economica. Occorrono selezione delle aziende, relazioni professionali, comunicazione, logistica e continuità.

Amunì ha compreso che spettacolo ed economia non sono necessariamente elementi contrapposti. Il grande artista porta il pubblico; il pubblico dà visibilità agli espositori; gli incontri professionali provano a trasformare quella visibilità in opportunità. È un equilibrio complesso, ancora perfezionabile, ma rappresenta la caratteristica più originale del progetto. C’è poi l’indotto immediato. Migliaia di persone che arrivano a Torrenova significano attività per bar, ristoranti, strutture ricettive, stabilimenti, esercizi commerciali, addetti alla sicurezza, tecnici, fornitori e lavoratori impegnati nell’allestimento. Non tutto questo movimento resta necessariamente nel territorio, ma una manifestazione capace di diventare destinazione produce effetti che vanno ben oltre l’area recintata degli spettacoli.

Anche il sistema dei collegamenti racconta la dimensione raggiunta. Per le tre notti del Festival sono stati predisposti treni e fermate straordinarie alla stazione di San Marco d’Alunzio–Torrenova, con collegamenti utili da Messina e Palermo. Sono state inoltre individuate diverse aree di parcheggio sul lungomare, in piazza Rosmarino, nei pressi del Palazzetto, in via Fabrizio De André, piazza Autonomia, via Tasca e nella zona industriale. Quando un evento richiede una pianificazione della mobilità che coinvolge la rete ferroviaria non può più essere descritto come una festa destinata esclusivamente ai residenti.

Il percorso compiuto in quattro edizioni conferma questa crescita. Negli anni Torrenova ha ospitato, tra gli altri, Fedez, Arisa, Rocco Hunt, Loredana Bertè, Mr. Rain e Baby K. Ogni edizione ha aggiunto un tassello, fino a trasformare il nome Amunì in un marchio ormai riconoscibile nel calendario estivo siciliano. Un marchio che, come ogni progetto sostenuto con risorse pubbliche, deve essere valutato anche sul piano della trasparenza, della rendicontazione e dei risultati.

Il programma prosegue oggi con la riapertura degli stand e dell’area B2B, il convegno dedicato al mondo dell’agroalimentare e lo show cooking. A causa di problemi di salute comunicati dall’artista, Tony Effe non potrà esibirsi: al suo posto salirà sul palco Kid Yugi. Confermato il dj set di Alma e Amelie in collaborazione con RTL 102.5. Domenica spazio allo show cooking “Tra Nebrodi e Madonie, la cucina dei territori” e al live show “K-Pop is coming”, pensato soprattutto per il pubblico più giovane.

Tre giorni, dunque, nei quali Torrenova diventa contemporaneamente piazza, mercato, palcoscenico e luogo d’incontro. È questo il risultato più significativo raggiunto da Amunì: non limitarsi a richiamare gente per una sera, ma provare a dare a quella folla una ragione economica, culturale e territoriale per esserci. E almeno per tre giorni, osservando Piazza Mare, è difficile sostenere che Torrenova non ci sia riuscita.

Autore

spot_img

Ultime News

Related articles