La sanità siciliana torna al centro dello scontro politico e istituzionale. Dopo settimane di polemiche sui cosiddetti “comandati”, sui trasferimenti ritenuti punitivi e sui reparti ospedalieri che esistono solo sulla carta, la vicenda approda ufficialmente all’Assemblea Regionale Siciliana. Mercoledì 14 gennaio, a partire dalle ore 11.00, la VI Commissione legislativa permanente Salute, Servizi sociali e sanitari dell’Ars ha convocato una serie di audizioni per fare luce sulle gravi criticità denunciate dal deputato regionale Ismaele La Vardera.
Un appuntamento atteso, che arriva dopo l’ispezione a sorpresa effettuata sabato scorso dal parlamentare all’ospedale “Barone Romeo” di Patti e dopo il caso, esploso a Messina, del presunto trasferimento punitivo del medico anestesista e sindacalista Salvatore Mario Macrì.
Dai “comandati” ai reparti fantasma
Le due vicende, solo apparentemente distinte, raccontano – secondo La Vardera – un unico sistema: medici sottratti alle corsie e impiegati negli uffici regionali con stipendi elevatissimi, mentre negli ospedali mancano professionisti essenziali; reparti inaugurati, primari nominati, posti letto pronti ma inutilizzabili per assenza di personale o organizzazione.
A Patti, in particolare, il deputato ha denunciato l’esistenza di un reparto di ortopedia formalmente attivo ma di fatto inutilizzabile: dieci posti letto, un primario regolarmente nominato e retribuito, ma nessun ricovero ordinario possibile. Dei quattro medici assegnati, tre usufruiscono delle tutele della legge 104 e sono esonerati dai turni notturni, rendendo impossibile garantire continuità assistenziale. Una situazione che, per La Vardera, mina alle fondamenta la credibilità del percorso che dovrebbe portare il presidio di Patti da ospedale di base a DEA di primo livello.
Il caso Macrì e l’ombra delle ritorsioni
Sul tavolo della Commissione finirà anche il caso del dottor Salvatore Mario Macrì, trasferito dall’Asp di Messina all’ospedale di Milazzo. Secondo La Vardera, il trasferimento sarebbe arrivato subito dopo la diffusione di una lettera critica sul sistema dei “comandati”, attribuita al medico ma da lui non riconosciuta. Un atto che il deputato definisce senza mezzi termini “killeraggio sindacale”, ipotizzando pressioni politiche per colpire una voce scomoda.
Accuse respinte dall’Asp di Messina, che ha parlato di decisione indipendente e ha annunciato di essere pronta a tutelare la propria onorabilità in sede legale. Versioni contrapposte che ora saranno messe a confronto in sede istituzionale.
La convocazione all’Ars: chi sarà ascoltato
Alle ore 11.00 di mercoledì 14 gennaio sono stati convocati Ismaele La Vardera, deputato regionale, Giuseppe Cuccì, direttore generale dell’Asp di Messina, Giancarlo Niutta, direttore amministrativo dell’Asp, Giuseppe Ranieri Trimarchi, direttore sanitario dell’Asp, Daniele Faraoni, assessore regionale alla Salute, Salvatore Iacolino, dirigente generale del Dipartimento regionale della Pianificazione strategica. A seguire, alle ore 11.45, l’audizione si sposterà sulle criticità dell’area radioterapica regionale, con la presenza, oltre all’assessore Faraoni e al dirigente Iacolino, di Salvatore Requirez, dirigente generale del Dipartimento Attività sanitarie e Osservatorio epidemiologico, Stefano Pergolizzi, direttore dell’UOC di Radioterapia del Policlinico “G. Martino” di Messina
Infine, alle ore 12.15, focus sulle procedure di affidamento del servizio di elisoccorso Seus 118, con l’audizione dell’assessore regionale, del dirigente Iacolino e dei vertici dell’Ufficio speciale Centrale unica di committenza.
Un passaggio decisivo
La seduta della VI Commissione rappresenta un passaggio cruciale. Non solo per chiarire singoli episodi, ma per capire se le denunce di La Vardera fotografino un malfunzionamento strutturale della sanità siciliana: tra gestione del personale, nomine dirigenziali, rapporti con il privato e tutela di chi denuncia.




