Dopo giorni di insinuazioni e attacchi mediatici, il presidente del Parco dei Nebrodi, Domenico Barbuzza, rompe il silenzio e replica con fermezza alle contestazioni sollevate in merito alla sua riconferma alla guida dell’Ente.
La polemica è nata a seguito dell’interrogazione urgente presentata all’Assemblea Regionale Siciliana dall’onorevole Ismaele La Vardera, che ha sollevato dubbi sulla legittimità della nomina, citando presunte irregolarità rispetto all’articolo 9-bis della legge regionale n. 98 del 1981. Dubbi che Barbuzza definisce “infondati, strumentali e privi di qualsiasi base giuridica e sostanziale”.
“In questi giorni – afferma Barbuzza – sono circolate calunnie sul fatto che non avrei i requisiti per essere nominato presidente del Parco dei Nebrodi. È falso. I requisiti richiesti dalla normativa sono tutti pienamente soddisfatti nel mio percorso e nella mia esperienza. Chi sostiene il contrario, lo fa in malafede, forse per paura del cambiamento o per difendere vecchi equilibri”.
Un percorso nel segno della continuità e dei risultati
Domenico Barbuzza, già presidente del Parco dal 2020, rivendica i risultati ottenuti durante il suo mandato: dalla valorizzazione del patrimonio naturalistico alla promozione turistica sostenibile, fino al rafforzamento della cooperazione con i comuni del territorio.
“Il Parco dei Nebrodi è oggi una realtà viva, inclusiva e riconosciuta a livello nazionale – spiega Barbuzza –. Abbiamo lavorato con serietà e trasparenza, ottenendo risultati tangibili nella tutela ambientale e nella promozione dello sviluppo locale. Questo è il frutto di competenza, impegno e capacità di costruire rete, non di improvvisazione”.
Trasparenza e legalità: “Le regole sono state rispettate”
Sul piano formale, Barbuzza respinge con decisione ogni ipotesi di irregolarità nell’iter di nomina, chiarendo che tutte le procedure previste dalla legge sono state rispettate.
“Non c’è stato alcun escamotage amministrativo – sottolinea –. Il mio percorso è stato valutato e approvato secondo le norme vigenti. Parlare di forzature significa travisare i fatti e alimentare una polemica sterile. Chi insinua, dimostra solo di non avere argomenti”.
Una vicenda politicizzata
Dalle parole del presidente emerge anche un’amara constatazione: la questione, più che amministrativa, sembra essersi trasformata in un caso politico.
“Non è la prima volta che assistiamo a tentativi di delegittimazione personale per fini politici. Ma il Parco dei Nebrodi non è terreno di scontro, è patrimonio di tutti. Io continuerò a lavorare con rispetto delle regole e spirito di servizio, come ho sempre fatto. La verità non teme attacchi. La competenza non ha bisogno di gridare. La calunnia, invece, ha le gambe corte”.
Un messaggio al territorio: avanti, a testa alta
Barbuzza conclude il suo intervento con un messaggio diretto ai cittadini e alle comunità dei Nebrodi:
“Chi mi conosce sa chi sono e con quanta dedizione ho servito questo territorio. Non mi lascerò trascinare in polemiche sterili. Continuerò a lavorare con passione, per la tutela dell’ambiente, lo sviluppo sostenibile e la crescita delle nostre comunità. Avanti, a testa alta”.
Foto copertina Nebrodi News




