“Non chi comincia, ma quel che persevera”.
È questo lo slogan scelto dall’ex assessore di Fratelli d’Italia Nuccio Ricciardello per aprire la conferenza stampa con cui ha spiegato le ragioni della sua estromissione dalla giunta guidata dal sindaco Giuseppe Laccoto.
In premessa, Ricciardello ha dichiarato di non voler fare polemiche né esporsi a denunce, ma di ritenere doveroso ristabilire la verità dei fatti rispetto ad alcune affermazioni che considera non corrette.
Secondo quanto sostenuto, il suo defenestramento deriverebbe da un preciso assetto politico: a Brolo, a suo dire, esisterebbe di fatto un solo riferimento partitico, la Lega, e chi non appartiene a quella corrente non potrebbe far parte della giunta. Nemmeno lui, pur rappresentando Fratelli d’Italia.
Ricciardello ha ribadito di aver sempre mantenuto autonomia politica, sottolineando di non essere mai stato uno “yes man”, ma di aver rappresentato con coerenza il proprio partito anche all’interno dell’amministrazione comunale di Brolo.
Nel corso dell’incontro con la stampa ha rivendicato numerosi lavori pubblici e finanziamenti ottenuti per il Comune di Brolo, affermando che molti di questi sarebbero arrivati anche grazie al contributo di Fratelli d’Italia, circostanza che – ha precisato – avrebbe sempre evidenziato apertamente anche davanti al sindaco Laccoto.
Ha inoltre ricordato di essere stato determinante per la vittoria elettorale di Laccoto in due diverse occasioni, insieme a una squadra che comprendeva anche l’attuale consigliere di minoranza e il neo assessore Piscionieri. Nonostante ciò, ha evidenziato come in entrambe le circostanze sia stato successivamente escluso dall’esecutivo.
Ricciardello ha poi richiamato un precedente risalente a circa vent’anni fa, quando – secondo il suo racconto – si verificò una situazione analoga: anche allora sarebbe stato estromesso dall’incarico di assessore e sostituito dall’avvocato Rosario Condipodaro. Un episodio che, a suo dire, dimostrerebbe una continuità nel metodo politico adottato nei suoi confronti all’interno della giunta comunale di Brolo.
Ha infine fatto riferimento alla presenza, più volte a Brolo, dell’assessore regionale Elvira Amata, sostenendo che tale presenza avrebbe creato malumori interni, ma ribadendo che, a suo avviso, l’assessore aveva pienamente ragione nelle sue posizioni.
A chiusura, l’ex assessore ha affermato che, allo stato attuale, a Brolo non esisterebbe un’alternativa politica all’onorevole Laccoto, evidenziando un quadro politico locale privo di reali competitor nel centrodestra.
Nel corso delle domande dei giornalisti, Ricciardello ha spinto ulteriormente l’affondo, arrivando a definire il sindaco un “ominicchio” – termine siciliano di forte valenza spregiativa, reso celebre da Leonardo Sciascia per indicare figure di ridotta statura morale e scarsa autonomia – parole che hanno segnato il passaggio più duro e polemico della conferenza stampa.




