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Brolo, rimpasto di giunta tra silenzi e strappi: Ricciardello escluso, Piscioneri entra nell’esecutivo

C’è un modo di fare politica che passa attraverso le spiegazioni, il confronto e l’assunzione di responsabilità. E ce n’è un altro, fatto di silenzi, omissioni e comunicazioni parziali. È su questa linea di confine che si consuma il rimpasto della giunta comunale di Brolo, guidata dal sindaco Giuseppe Laccoto, che sancisce l’ingresso di Linda Piscioneri nell’esecutivo e l’uscita di scena – non annunciata ufficialmente – di Nuccio Ricciardello.

Dopo l’azzeramento della giunta del 12 gennaio scorso, motivato dal primo cittadino con la necessità di una riflessione politica interna alla maggioranza, il nuovo assetto è stato formalizzato con il provvedimento sindacale n. 3. La giunta è stata ricomposta, ma con un’assenza che non è passata inosservata: quella dell’assessore al Turismo e allo Spettacolo, il cui nome non compare nemmeno nella comunicazione ufficiale diffusa dal sindaco.

Il silenzio istituzionale e la risposta di Ricciardello

È proprio questo silenzio a innescare la reazione di Nuccio Ricciardello, che apprende della sua estromissione dalla stampa. Lo fa sapere con una nota rivolta direttamente ai cittadini, dai toni pacati ma carichi di significato politico.

«Scusate, ma apprendo dalla stampa che non sono più assessore del Comune di Brolo», scrive Ricciardello, sottolineando come nella comunicazione del sindaco il suo nome non venga nemmeno citato. «Sorrido – aggiunge – perché omettere un nome non cancella la storia, né la vita amministrativa di questo paese».

Parole che raccontano non solo una scelta amministrativa, ma anche un metodo politico che Ricciardello definisce “antico”: non spiegare, non motivare, non nominare. Un modo di riscrivere la realtà, cancellando i nomi invece di affrontare i fatti.

Nelle ore successive alla notizia, l’ex assessore racconta di essere stato travolto dall’affetto di tanti cittadini, tra telefonate e messaggi che per lui rappresentano «il riconoscimento più bello» e la conferma della validità del lavoro svolto.

Una esclusione che fa discutere

Ricciardello evita di elencare risultati e progetti avviati, rimandando a un futuro momento di “operazione verità”, ma pone una domanda che in molti, a Brolo, si stanno facendo: «Davvero un assessore al Turismo come Nuccio Ricciardello è rimasto fuori dalla nuova giunta?».

Una sorpresa che, ammette lui stesso, è «oggettivamente difficile da giustificare» e che apre interrogativi sugli equilibri interni alla maggioranza. «Io oggi sono fuori. Ne prendo atto», scrive, senza però rinunciare a rivendicare la correttezza e la lealtà del proprio operato.

Non mancano passaggi più duri, seppur affidati all’ironia amara: Ricciardello parla dei “no” detti per senso del dovere, anche «al piccolo Maduro dei Nebrodi», lasciando intendere che proprio quelle prese di posizione possano aver avuto un peso nella sua esclusione.

La nuova giunta e le deleghe

Nel frattempo, il sindaco Laccoto ha confermato il vicesindaco Carmelo Ziino, con deleghe strategiche che spaziano dal bilancio al marketing territoriale, dallo sport all’innovazione tecnologica. Restano in giunta anche Tindara Fioravanti, Cono Condipodero e Amedeo Arasi, ciascuno con competenze già assegnate nei rispettivi settori.

Il nuovo ingresso è Linda Piscioneri, vicepresidente del Consiglio comunale, alla quale vengono affidate deleghe delicate e centrali: politiche sanitarie e ambientali, gestione dei rifiuti, politiche energetiche, viabilità, decoro urbano e spiaggia. Ricciardello, nella sua nota, le rivolge un augurio sincero, riconoscendo che si tratta di una nomina attesa e di una sfida complessa.

Le deleghe al Turismo e allo Spettacolo, che erano di Ricciardello, restano invece in capo al sindaco, insieme a personale, polizia municipale, lavori pubblici, urbanistica, edilizia, servizi cimiteriali, attività culturali e rapporti istituzionali.

Uno strappo che lascia il segno

Il rimpasto, dunque, non è solo una ridefinizione tecnica dell’esecutivo, ma segna uno strappo politico evidente. Da un lato l’amministrazione che prova a ripartire con un nuovo equilibrio, dall’altro un ex assessore che rivendica con fermezza il proprio percorso e il diritto di essere ricordato per i fatti, non per le omissioni.

«Il tempo sarà galantuomo», conclude Ricciardello. Una frase che suona come un arrivederci più che come un addio alla scena politica brolese.

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