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Caccia, riparte in anticipo in Sicilia e in altre 12 Regioni: polemiche sul nuovo ddl

Animalisti in rivolta: “Un via libera senza limiti che mette a rischio animali e cittadini”

È ripartita oggi, lunedì 1° settembre, la stagione venatoria in gran parte d’Italia, con l’apertura anticipata in Sicilia, Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Emilia-Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lombardia, Marche, Piemonte, Puglia, Toscana e Veneto. Si tratta di una “preapertura”, dal momento che l’avvio ufficiale è fissato per domenica 21 settembre. Ma il ritorno dei fucili scatena subito polemiche, soprattutto per il dibattito in corso in Parlamento sul disegno di legge 1552, destinato a ridisegnare in profondità le regole della caccia in Italia.

Il nuovo disegno di legge

Il testo in discussione introduce norme considerate dagli animalisti un drastico arretramento sul fronte della tutela ambientale: caccia estesa anche in primavera e nelle foreste demaniali, possibilità di colpire gli uccelli migratori sui valichi montani, riapertura degli impianti di cattura degli uccelli da richiamo e riduzione delle aree protette. Tra le proposte più discusse anche la partecipazione a battute di caccia di guardie giurate impiegate in banche e supermercati.

Ancora più controversa l’ipotesi di abolire il limite stagionale oggi fissato a febbraio, con il rischio di una caccia “virtualmente illimitata” durante l’anno.

Le proteste

Durissime le reazioni delle associazioni animaliste. “L’ingordigia dei cacciatori è assecondata da politici in cerca di consenso, a scapito della fauna selvatica. Il ddl 1552 rischia di trasformarsi in un vero massacro”, ha dichiarato Massimo Vitturi, responsabile dell’area animali selvatici della Lav.

Secondo l’associazione, il provvedimento non solo aumenterebbe la pressione venatoria sugli ecosistemi, ma anche i rischi per i cittadini, visto che la caccia ogni anno causa decine di morti e feriti. Vitturi ha ricordato inoltre come “le indagini Eurispes certifichino da tempo la forte contrarietà degli italiani alla caccia: il 76% dei cittadini si dichiara contrario a un’attività crudele e anacronistica”.

Verso un referendum popolare?

Proprio in concomitanza con l’avvio della stagione venatoria, la Lav e altre associazioni annunciano il deposito di 50mila firme a sostegno di una proposta di legge di iniziativa popolare per l’abolizione totale della caccia. “Un’attività – sostengono – crudele, inutile e diseducativa, che oggi rischia di essere addirittura ampliata”.

La discussione parlamentare proseguirà nelle prossime settimane, mentre i fucili hanno già ricominciato a sparare nei campi e nelle campagne di mezza Italia.

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