La costituzione dell’Associazione Nazionale Cittadini per la Legalità segna l’avvio di una realtà che vuole radicarsi nel territorio. Il messaggio chiaro, riportare la legalità al centro della vita pubblica, non come concetto astratto ma come pratica quotidiana. L’atto fondativo, celebrato nell’aula consiliare del Comune di Campofelice di Roccella, ha assunto un valore fortemente simbolico perché deputato all’esercizio democratico della rappresentanza cittadina.
Durante la costituente, sono stati definiti gli organi direttivi e i primi dipartimenti operativi, strutturati per affrontare temi sensibili come la violenza di genere, il bullismo, la tutela ambientale e il rapporto con le associazioni del territorio.
In quest’ottica abbiamo posto al presidente nazionale Dott. Vincenzo Arena, tre domande, per approfondire visione, priorità e prospettive dell’associazione.
Presidente Arena, in che modo l’Associazione Nazionale Cittadini per la legalità si distinguerà dalle altre realtà analoghe?
“Non parlerei di distinzione rispetto alle associazioni che si occupano di promozione sociale inerente alla legalità, in quanto ci accomuna il medesimo fine, ovvero la lotta all’illegalità e la promozione di una cultura di pace e convivenza civile; bensì ci poniamo come un valore aggiunto, mettendo in campo idee innovative provenienti dalla società civile per incentivare ulteriormente l’azione di contrasto ai fenomeni criminosi e all’illegalità diffusa in maniera onnicomprensiva e trasversale.”
In che modo, questa nuova realtà, si muoverà sul territorio nazionale?
“La nostra strategia si articolerà su molteplici piani operativi, includendo l’istituzione di dipartimenti tematici. I responsabili di tali dipartimenti avranno la responsabilità di strutturare e sviluppare le tematiche selezionate attraverso attività di ascolto, formazione e monitoraggio. Promuoveremo l’apertura di sezioni territoriali dedicate, che fungeranno da punti di riferimento per assistere i cittadini nell’orientamento all’interno delle complesse dinamiche burocratiche e per supportarli nell’esercizio dei propri diritti.
Proporremo percorsi volti a promuovere un approccio condiviso tra i giovani, tramite laboratori sulla legalità nelle scuole e nei quartieri, oltre a seminari di studio e formazione civica. Infine, ma non meno rilevante, agiremo come osservatori attenti sulla trasparenza degli atti pubblici, collaborando con gli enti locali in conformità al principio di sussidiarietà orizzontale. In sintesi, garantiremo una presenza tangibile, un ascolto attivo e forniremo strumenti pratici per assicurare che il cittadino si senta tutelato e pienamente coinvolto.”
Se pensa all’Associazione tra 5 anni quale cambiamenti auspica di aver prodotto?
“Il contributo più significativo che la nostra associazione può offrire è infondere nei cittadini fiducia nelle proprie capacità, eliminando il senso di rassegnazione. Auspico una comunità in cui chiunque subisca un’ingiustizia o si trovi di fronte a ostacoli burocratici non si senta isolato e impotente, ma sia consapevole di disporre degli strumenti, della forza e di un supporto civico per far valere i propri diritti. Confido che il nostro impegno possa altresì ispirare le istituzioni a riscoprire il valore intrinseco della loro missione: non un’entità distaccata e inerte, bensì una risorsa comune che accoglie e adempie pienamente alle proprie responsabilità con spirito di servizio.
In sintesi, la mia visione concreta per i prossimi cinque anni è restituire alle persone la convinzione che l’integrità e l’onestà non solo siano vantaggiose, ma che il frutto di tali principi generi benefici tangibili per l’intera collettività. È possibile realizzare un cambiamento effettivo e la legalità non è un’utopia, ma il percorso più autentico e naturale per tutelare il nostro avvenire.
La nascita di questa realtà è soprattutto un invito alla comunità a partecipare, vigilare, crescere insieme. Se la legalità è un bene comune, allora richiede cura quotidiana, responsabilità condivisa e la capacità di trasformare l’indignazione in impegno.




