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Caos bollette a Torrenova: petizione ignorata, cittadini protestano per mancanza di trasparenza

Una tempesta si è abbattuta sul Comune di Torrenova, ma questa volta non si tratta di maltempo. A scatenarla è una petizione presentata dall’Associazione Agorà Torrenovese, sottoscritta da ben 527 cittadini (364 firme cartacee e 163 online), che denunciano una gestione disastrosa e opaca delle bollette relative al servizio idrico e alla tariffa sui rifiuti (TARIP) per gli anni 2022 e 2023.

La richiesta, inoltrata da qualche mese, è semplice e legittima: ricalcolare le bollette con criteri chiari, trasparenti e verificabili, come previsto dallo Statuto Comunale (art. 40). Ma la reazione da parte dell’amministrazione comunale, ad oggi, è stata assente. Nessuna risposta, nessuna convocazione, nessun segnale di ascolto. Un silenzio istituzionale – affermano i membri dell’Associazione – che diventa ogni giorno più assordante e che alimenta un clima di frustrazione e sfiducia profonda nei confronti del Sindaco e dell’intero apparato amministrativo.

I FATTI

Secondo quanto riportato nella petizione, negli ultimi mesi del 2024, i cittadini si sono visti recapitare in blocco bollette per due annualità consecutive sia per l’acqua che per i rifiuti. Le contestazioni sono numerose:

Calcoli imprecisi e confusi, con voci poco comprensibili e incongruenze tra i metri cubi rilevati e quelli fatturati;

Aumenti improvvisi e ingiustificati, senza alcuna comunicazione preventiva o spiegazione;

Gravi difficoltà economiche per le famiglie, costrette a far fronte a oneri inaspettati, spesso con scadenze già superate al momento della ricezione della bolletta;

Riduzioni accordate solo a chi ha contestato, dimostrando che gli errori non sono sporadici, ma sistemici;

Inesistenza di un canale di reclamo adeguato, con cittadini costretti a perdere intere giornate per cercare informazioni o soluzioni, in condizioni logistiche precarie.

LA DENUNCIA PIÙ GRAVE: UNA BANCA DATI “ILLEGITTIMA”

Il fatto più grave, e che getta un’ombra pesante sulla gestione amministrativa, è quanto dichiarato pubblicamente dal Sindaco Salvatore Castrovinci stesso in un video sui social – affermano i membri dell’Associazione Agorà Torrenovese – la banca dati utilizzata per la fatturazione sarebbe parziale. Un’affermazione sconvolgente, che certifica un’ammissione ufficiale di disparità di trattamento tra cittadini, calcoli effettuati su dati incompleti e una potenziale violazione del principio di legalità.

Come può un’amministrazione comunale proseguire nella richiesta di pagamento di tributi, senza nemmeno disporre di un’anagrafe completa e corretta degli utenti? Come può un Sindaco, investito del dovere di garantire equità e trasparenza, ammettere una tale falla senza avviare immediatamente una sospensione dei pagamenti e un’indagine interna?

LE RICHIESTE DEI CITTADINI

La petizione presentata chiede interventi concreti e immediati:

Rateizzazioni più lunghe e flessibili, per permettere alle famiglie di far fronte ai pagamenti;

Ricalcolo delle bollette con spiegazione dettagliata di ogni voce;

Correzione degli errori nei consumi, verificando malfunzionamenti o letture errate;

Detrazioni per servizi non fruiti, come il CCR sotto sequestro o la bonifica della discarica abusiva nei pressi del cimitero, già riconosciuta come debito fuori bilancio;

Aggiornamento della banca dati per includere tutti gli utenti e registrare correttamente i pagamenti effettuati;

Sospensione dell’invio di nuove bollette, fino a verifica conclusa.

IL SILENZIO INACCETTABILE DELLE ISTITUZIONI

Ma la vera denuncia – politica, morale e civica – riguarda l’atteggiamento di totale chiusura dell’amministrazione. Nonostante la regolarità della petizione, non è stato convocato alcun consiglio comunale, non è stato rilasciato alcun comunicato ufficiale, non è stato preso alcun impegno pubblico. Una negligenza istituzionale che offende la dignità dei cittadini, che chiedono solo chiarezza su un diritto fondamentale: quello di pagare per ciò che realmente si consuma, e non un importo calcolato alla cieca.

Torrenova oggi si trova davanti a un bivio. O si sceglie la via della trasparenza, del confronto e della responsabilità, oppure si rischia di alimentare un clima di sfiducia irreversibile verso le istituzioni. I cittadini hanno parlato, in tanti, in modo civile e documentato. Un sindaco, quale rappresentante eletto e garante dell’interesse collettivo, non può permettersi di ignorare le richieste anche di un numero esiguo di cittadini né tantomeno quelle presentate da persone che non condividono il suo orientamento politico. La funzione istituzionale del primo cittadino è proprio quella di ascoltare, tutelare e rispondere a tutte le voci della comunità, senza discriminazioni né pregiudizi, perché la gestione della cosa pubblica si fonda sul rispetto del diritto di partecipazione democratica e sulla trasparenza amministrativa.

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