spot_img
spot_img

Capizzi, i RIS tornano sul luogo della tragedia: la scienza per chiarire la dinamica dell’omicidio di Giuseppe Di Dio

È una giornata cruciale per l’indagine sull’omicidio del giovane Giuseppe Di Dio, il sedicenne ucciso la sera dell’1 novembre davanti a un bar in via Roma, nel cuore di Capizzi.
Questa mattina, mercoledì 12 novembre, l’intera area in cui si è consumata la tragedia è stata transennata in attesa dei Carabinieri del RIS di Messina che arriveranno a Capizzi per effettuare una ricostruzione tecnica e scientifica della sparatoria che è costata la vita al ragazzo. L’obiettivo è accertare, con precisione millimetrica, come sia partito il colpo fatale e da quale direzione.

Un intervento decisivo per stabilire la verità

Gli specialisti del Reparto Investigazioni Scientifiche, in collaborazione con i carabinieri della Compagnia di Mistretta e con il coordinamento della Procura di Enna, eseguiranno rilievi balistici e tridimensionali sull’intera area di fuoco interessata. Le analisi, irripetibili, puntano a chiarire se il proiettile che ha colpito Giuseppe Di Dio sia stato sparato intenzionalmente ad altezza d’uomo oppure se possa essersi trattato di un colpo fortuito, deviato o rimbalzato dopo aver impattato contro un’altra superficie. Un passaggio tecnico di importanza fondamentale per la definizione delle responsabilità: la difesa di Giacomo Frasconà Filaro, il ventenne attualmente fermato come presunto autore del delitto, starebbe infatti orientando la propria strategia sulla tesi del colpo accidentale.

Le ipotesi al vaglio

Gli esperti del RIS dovranno tracciare una mappa delle traiettorie e misurare l’altezza e l’angolo di sparo dei colpi esplosi, servendosi di strumenti laser e simulatori balistici.
L’obiettivo è stabilire la posizione esatta del tiratore al momento dell’esplosione dei colpi; la direzione e la forza d’impatto del proiettile che ha raggiunto la vittima; la possibile presenza di rimbalzi o deviazioni; e infine la distanza tra chi ha sparato e il punto in cui si trovava Giuseppe. Solo una volta conclusi questi accertamenti sarà possibile determinare se il colpo mortale sia stato sparato a scopo intimidatorio, verso il basso o verso altri soggetti, o se invece sia stato mirato deliberatamente contro il gruppo di persone davanti al bar.

Un nodo centrale per la qualificazione del reato

Il risultato dei rilievi scientifici sarà determinante anche sul piano giudiziario.
Se le analisi balistiche confermeranno che il colpo è stato diretto ad altezza uomo, la Procura potrà rafforzare l’accusa di omicidio volontario aggravato.
Viceversa, se venisse dimostrato che il proiettile ha rimbalzato o deviato accidentalmente, la difesa potrebbe sostenere la tesi di un omicidio volontario con dolo eventuale, con conseguenze molto diverse in termini di pena e imputazione.

L’importanza della scienza nella ricostruzione dei fatti

La ricostruzione scientifica della dinamica è un passaggio imprescindibile per andare oltre le sole testimonianze o dichiarazioni. La scienza può restituire con esattezza la realtà dei fatti, al di là delle percezioni soggettive o delle versioni contrapposte. La ricostruzione balistica consente infatti di determinare tempi, distanze e angolazioni dei colpi con margini di errore minimi, e di collegare o escludere la responsabilità diretta del tiratore in base alla traiettoria effettiva del proiettile.

Un paese che chiede verità e giustizia

Intanto, Capizzi resta scossa e in attesa.
La comunità, che qualche giorno fa ha salutato con commozione il giovane Giuseppe durante i funerali, segue con attenzione l’evolversi delle indagini. I rilievi del RIS saranno ora oggetto di analisi e confronto da parte dei consulenti tecnici della Procura e della difesa. I risultati, attesi nei prossimi giorni, verranno allegati agli atti dell’inchiesta e avranno un peso determinante nella prosecuzione del procedimento e nelle decisioni cautelari che seguiranno.

Autore

spot_img

Ultime News

Related articles