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Capo d’Orlando e il paradosso del turismo: più visitatori, meno entrate. Tutti chiedono risposte

Capo d’Orlando si avvia a chiudere una delle annate più favorevoli degli ultimi anni sul fronte dei flussi turistici, ma secondo l’opposizione e gli operatori del settore il risultato avrebbe potuto – e dovuto – essere molto più significativo, soprattutto in termini di entrate per le casse comunali.

È in questo contesto che il gruppo consiliare di minoranza “CambiAmo Capo” (Renato Carlo Mangano, Sandro Gazia, Teodolinda Liotta e Giuseppe Truglio) ha depositato una articolata interrogazione con richiesta di risposta scritta indirizzata al Sindaco, al Presidente del Consiglio comunale e ai Responsabili di Area, chiedendo chiarimenti immediati sulla mancata attivazione dell’Ufficio Informazioni Turistiche (U.I.T.) e sull’utilizzo dei fondi derivanti dalla tassa di soggiorno.

U.I.T. chiuso nonostante la centralità strategica

L’Ufficio Informazioni Turistiche, pur essendo collocato in una struttura di assoluta centralità urbana – punto di snodo tra lungomare, piazze principali e polo culturale – e nonostante sia stato costruito e ristrutturato proprio per questa funzione, risulta di fatto non operativo.

“Siamo già in fase di programmazione della stagione Primavera-Estate 2026 – dichiarano i consiglieri di CambiAmo Capo – e l’Amministrazione Ingrillì non può permettersi di tenere chiusa la vetrina istituzionale del turismo cittadino. Una città a vocazione turistica deve trasmettere efficienza, non inerzia”.

Non solo informazioni: un “hub strategico”

Nell’interrogazione l’U.I.T. viene concepito non come un semplice punto di distribuzione di mappe e dépliant, ma come un vero “Hub Strategico di Ascolto Attivo”. Un luogo in grado di raccogliere dati, feedback e percezioni dirette dei visitatori, da mettere a disposizione dell’Osservatorio Comunale per il Turismo per orientare le scelte future.

“Solo attraverso dati reali, aggiornati e non filtrati – spiegano i consiglieri – è possibile costruire politiche turistiche efficaci e coerenti con il mercato. È il presupposto per dare concretezza all’idea di un vero ‘Unicum Turismo & Cultura’”.

Tassa di soggiorno: potenziale enorme, gettito sottoutilizzato

Altro punto centrale dell’interrogazione riguarda l’impiego dei proventi vincolati della tassa di soggiorno, in particolare per la programmazione turistica 2026, da definire in concertazione con l’Osservatorio; l’integrazione oraria del personale part-time e la qualificazione delle risorse esistenti (compresi ex LSU/ASU), per garantire l’apertura continuativa dell’U.I.T., anche nelle fasce pomeridiane e serali, fondamentali in una località balneare; la lotta al sommerso, utilizzando l’U.I.T. come leva di legalità.

Su quest’ultimo aspetto, CambiAmo Capo propone un meccanismo chiaro: l’accesso alla promozione digitale e visiva attraverso i display dell’Ufficio dovrebbe essere riservato esclusivamente alle strutture ricettive in regola con il versamento della tassa di soggiorno, trasformando la promozione in uno strumento di emersione e incremento del gettito.

I numeri di Carlos Vinci: presenze triplicate rispetto ai dati ufficiali

A rafforzare le critiche arriva l’analisi di Carlos Vinci, dell’associazione Mare d’Amare di San Gregorio, che da anni si occupa di turismo. Secondo le stime ufficiali, le presenze turistiche a Capo d’Orlando si attesterebbero attorno alle 100.000 unità annue. Ma il dato reale, secondo Vinci e secondo “Palazzo Europa”, sarebbe almeno triplo.

Le “accommodation” attive sarebbero circa 150 per il Comune, ma almeno 300 secondo Mare d’Amare, con un gettito attuale stimato in circa 300.000 euro annui. Il potenziale inespresso, se tutte le strutture fossero regolarizzate, potrebbe arrivare a quasi 1,3 milioni di euro l’anno.

Per raggiungere questo obiettivo, Vinci individua alcune azioni chiave: censimento online delle strutture, incrocio dei dati tra registri Tari, CIRE e Ufficio comunale Affitti turistici, emersione delle strutture oggi fuori dai radar e conseguente applicazione equa della tassa di soggiorno.

Un turismo in crescita: australiani protagonisti del 2025

Nonostante le criticità, il 2025 ha segnato segnali molto positivi. In particolare, si è registrato un forte incremento delle presenze straniere, trainate dagli australiani di origine italiana, tornati in massa per partecipare ai festeggiamenti del Centenario dell’autonomia cittadina.

Nel solo periodo di agosto e settembre, secondo le stime, sarebbero stati presenti in città almeno 100 australiani, generando circa 6.000 presenze nelle mense. Dati incoraggianti arrivano anche per il periodo natalizio, con prenotazioni “a gonfie vele” nelle strutture alberghiere ed extra-alberghiere.

A fare da cornice, un calendario di eventi attrattivo: l’11 gennaio è atteso in piazza Nino Frassica, con uno spettacolo che potrebbe dare ulteriore slancio alle presenze anche nel nuovo anno.

Le richieste finali dell’opposizione

L’interrogazione di CambiAmo Capo si chiude con richieste precise e urgenti: attivare l’Ufficio De.Co. (Denominazione Comunale) all’interno dell’U.I.T.; rinnovare la Commissione De.Co.; integrare e convocare regolarmente l’Osservatorio Comunale per il Turismo, la cui inattività starebbe bloccando da mesi le politiche di promozione.

“Chiediamo una risposta scritta, tracciabile e ufficiale entro i termini di legge – concludono i consiglieri – perché a Capo d’Orlando verba volant, scripta manent. È il momento che il turismo diventi davvero il motore di sviluppo della città, non solo negli annunci ma negli atti concreti”.

Una sfida che, numeri alla mano, potrebbe trasformarsi in una grande occasione per l’intera comunità.

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