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Capo d’Orlando, Rottamazione dei Tributi: fumata nera. Tra il “caso Reale” e l’esempio di Patti, la maggioranza sceglie il rinvio

La seduta del Consiglio Comunale di ieri sera ha certificato una profonda spaccatura, non solo tra schieramenti, ma all’interno della stessa maggioranza Ingrillì. Al centro della contesa la “Definizione Agevolata” dei tributi locali, una partita che si è giocata su due fronti emblematici: il clamoroso “dietrofront” del consigliere di maggioranza Massimo Reale e il richiamo tecnico al Comune di Patti, che – pur essendo in Piano di Riequilibrio come Capo d’Orlando – ha già deliberato con successo la misura.

L’apertura del dibattito è stata segnata dalla delusione del gruppo “CambiAmo Capo” per il comportamento del consigliere Massimo Reale. Dopo aver sollecitato pubblicamente per giorni la rottamazione dei tributi, sfidando apertamente la linea di “prudenza” dell’Assessore Giacoponello, Reale si è accodato alla maggioranza al momento del voto, negando il prelievo del punto per la discussione immediata. Un’inversione di rotta che ha lasciato campo libero ai consiglieri indipendenti Colombo e Scaffidi, gli unici, insieme all’opposizione, a votare a favore del confronto immediato nell’interesse dei contribuenti.

Il gruppo di opposizione (Mangano, Gazia, Liotta e Truglio) ha rintuzzato le barricate tecniche della Giunta portando in aula un esempio concreto: il Comune di Patti. Anch’esso soggetto ai vincoli del Piano di Riequilibrio Finanziario Pluriennale (PRFP), l’ente pattese ha già adottato la definizione agevolata dimostrando che, con la volontà politica, è possibile conciliare il risanamento dei conti con il respiro finanziario alle famiglie. Un precedente che smonta l’alibi dell’impossibilità tecnica sollevato dagli uffici e dalla Giunta Ingrillì.

Secondo l’analisi dell’opposizione, il rifiuto degli assessori Giacoponello e Galipò nasconderebbe la volontà di mantenere in bilancio i cosiddetti “crediti fantasma”. Si tratterebbe di somme lievitate per interessi e sanzioni che, pur essendo difficilmente incassabili, servono a “drogare” l’equilibrio di facciata del bilancio per garantire la copertura alle spese correnti.

Un gioco pericoloso che, secondo Mangano e colleghi, produce un doppio danno:

● Per il cittadino: condannato a ricevere cartelle esattoriali pesantissime e a chiedere rateizzazioni lunghe (72 rate) all’Agenzia delle Entrate, con un ulteriore aggravio di interessi.

● Per il Comune: che vedrà le casse svuotate, incassando solo piccole somme in tempi lunghissimi, mantenendo bloccato il Fondo Crediti di Dubbia Esigibilità (FCDE).

La mozione resta all’ordine del giorno. La battaglia politica è solo rinviata.

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