Un barlume di speranza torna ad accendersi per la realizzazione di un nuovo istituto penitenziario a Mistretta. Dopo mesi di attese e silenzi istituzionali, il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria (DAP) ha comunicato ufficialmente al Comune che nei prossimi giorni una squadra di ingegneri del proprio ufficio tecnico arriverà direttamente da Roma per effettuare un sopralluogo nell’area individuata dall’amministrazione amastratina oggetto.
A renderlo noto è stato il sindaco Tatà Sanzarello durante l’ultima seduta del consiglio comunale, sottolineando come il Comune stia già provvedendo a ripulire e rendere più accessibile il terreno, così da facilitare la visita tecnica.
La proposta di Mistretta
Il progetto nasce dall’iniziativa delle passate amministrazioni comunali che si sono succedute, ma va sottolineata la perseveranza dell’attuale Amministrazione, guidata da Sanzarello, che non ha mai smesso di credere nell’idea di una possibile realizzazione. Il Comune di Mistretta mette gratuitamente a disposizione un’area di 100.000 metri quadrati, in contrada Neviera, già dotata di destinazione urbanistica idonea e logisticamente accessibile. Un’offerta che, fin dall’inizio, aveva raccolto il consenso della cittadinanza, vedendo nella costruzione del carcere un’occasione di sviluppo economico e occupazionale per il territorio dei Nebrodi.




Nonostante ciò, il nome di Mistretta non figura tra i comuni inseriti nel Piano Carceri 2025-2027, approvato dal Consiglio dei Ministri e dotato di 758 milioni di euro per creare 15.000 nuovi posti detentivi entro il 2027.
Il segnale del DAP
La decisione del DAP di inviare i propri ingegneri per una ricognizione dell’area rappresenta però un primo segnale di apertura. Potrebbe infatti preludere a una rivalutazione della proposta, soprattutto alla luce delle urgenze dettate dal sovraffollamento carcerario e dalle condizioni spesso inadeguate delle strutture italiane.
Per la cittadinanza e per l’amministrazione comunale si tratta di un passaggio cruciale: l’inizio di un percorso che potrebbe finalmente portare il nome di Mistretta al centro del dibattito nazionale sulle politiche penitenziarie.
Un carcere come occasione di rinascita per Mistretta
La possibile realizzazione di un istituto penitenziario a Mistretta non avrebbe solo una ricaduta nazionale nella lotta al sovraffollamento carcerario, ma rappresenterebbe anche una straordinaria opportunità di rilancio per l’economia locale.
Negli ultimi anni, infatti, la città dei Nebrodi ha subito un progressivo depotenziamento delle proprie funzioni istituzionali: numerosi uffici pubblici e presidi statali sono stati chiusi o trasferiti nei grandi centri urbani, privando Mistretta di una parte rilevante delle sue risorse economiche e professionali. Un processo che ha reso ancora più fragile un tessuto produttivo già in difficoltà, tradizionalmente legato al settore terziario e oggi fortemente in crisi.
La nascita di un nuovo carcere, potenzialmente, significherebbe invertire questa tendenza, portando con sé centinaia di posti di lavoro diretti e indiretti: dal personale di polizia penitenziaria agli operatori amministrativi, fino ai servizi collaterali come ristorazione, forniture, manutenzione e logistica.
Per Mistretta si tratterebbe di una vera e propria “boccata d’ossigeno”, capace di ridare prospettive occupazionali ai giovani e di restituire centralità a un territorio che negli ultimi decenni ha conosciuto soprattutto tagli e dismissioni. In quest’ottica, il sopralluogo degli ingegneri del DAP assume un valore che va ben oltre il profilo tecnico: diventa il simbolo di una possibile rinascita per una comunità che chiede al Governo di essere parte attiva del futuro del Paese.




