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Castel di Lucio, emerge l’errore sulla TARI: il Comune corre ai ripari con un fondo perequativo

La vicenda TARI a Castel di Lucio si arricchisce di un nuovo capitolo, probabilmente il più delicato. Dopo settimane di proteste, malumori e interrogativi, gli accertamenti condotti dagli uffici comunali hanno finalmente fatto luce su una parte dei rincari che hanno colpito duramente i cittadini nel 2025.

E ciò che emerge non lascia spazio a dubbi: ai contribuenti sono stati addebitati erroneamente 20.928 euro, a causa di un errore di comunicazione tra il Comune e la società incaricata di elaborare il PEF (Piano Economico Finanziario).
Una svista tecnica che si è tradotta in un aumento reale — e per una parte ingiustificato — delle bollette, poiché si è aggiunta ai 15.898 euro di maggiori costi effettivamente sostenuti dall’ente nel 2025, costi che invece erano regolarmente dovuti dall’utenza.

A complicare ulteriormente il quadro, dal 1° gennaio 2025 l’ARERA (Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente) ha applicato un incremento di 6 euro sulla quota fissa di ogni utenza.
Una misura nazionale che non porta alcun beneficio alle casse comunali ma confluisce nella Cassa per i Servizi Energetici e Ambientali per finanziare il bonus sociale rifiuti destinato alle famiglie economicamente svantaggiate. Un intervento lodevole nelle finalità, ma che inevitabilmente pesa su chi già si sente penalizzato.

I numeri: nessuno sforamento dei costi, ma aumenti pesanti in bolletta

Dai controlli effettuati dagli uffici è emerso anche un dato che smentisce alcune voci circolate in paese: nel periodo 2016-2024 i costi del servizio non hanno mai superato il 100% del totale dovuto, al contrario di quanto sostenuto da alcuni cittadini.
Resta però un fatto incontestabile: nel 2025 le bollette TARI sono aumentate tra il 27,5% e il 29%.

Un doppio paradosso: eccellenza ambientale e stangata in bolletta

Eppure Castel di Lucio è stato celebrato a livello nazionale.
Nel 2025 il Comune ha ricevuto da Legambiente il titolo di Comune Riciclone, grazie all’87% di raccolta differenziata e solo 14 kg di secco residuo per abitante. Uno dei risultati migliori dell’intero Mezzogiorno.

A fronte di questi numeri, ciò che colpisce è che la premialità effettivamente riconosciuta — circa 10 mila euro su un PEF di poco superiore ai 200 mila — appaia decisamente modesta, soprattutto se rapportata alle 734 utenze. Un beneficio troppo esiguo rispetto all’impegno collettivo e alla qualità del servizio.

Il Comune corre ai ripari: nasce il Fondo perequativo

Per rimediare all’errore, l’Amministrazione ha deciso di istituire il “Fondo perequativo comunale per differenza PEF/TARI 2025”.

In concreto:

  • una parte delle maggiori entrate TARI sarà accantonata;
  • queste risorse serviranno ad alleggerire i costi del piano rifiuti 2026;
  • l’obiettivo è compensare l’errore commesso e riequilibrare il carico tariffario.

Un’operazione necessaria, che prova a rimettere ordine dopo lo squilibrio creato. Resta però un problema immediato: i cittadini oggi pagano somme che non dovevano pagare, e soltanto l’anno prossimo potrebbero beneficiare di uno sconto in bolletta.
Una dinamica che inevitabilmente alimenta malumori e domande.

La politica chiamata a rispondere

Molti si chiedono come sia stato possibile che l’Amministrazione guidata dal ragioniere Giordano — che come esperto del settore ha mantenuto per sé la delega ai tributi — non abbia rilevato tempestivamente un aumento così consistente del piano tariffario, né abbia verificato in anticipo la correttezza dei dati forniti dagli uffici.

Su questo punto la minoranza consiliare ha già annunciato l’intenzione di chiedere una seduta urgente del Consiglio comunale, ritenendo necessaria una piena chiarezza politica e amministrativa.

Un’occasione per correggere il sistema

Quello che è accaduto a Castel di Lucio è, a tutti gli effetti, un corto circuito amministrativo e politico: un sistema che dovrebbe premiare l’efficienza ambientale finisce talvolta per penalizzarla economicamente, anche quando l’errore è tecnico e involontario.

È una situazione certamente spiacevole, soprattutto per una comunità che da anni dimostra senso civico, partecipazione e risultati eccellenti. Ma può essere anche una opportunità: per rivedere i meccanismi, migliorare la comunicazione interna ed esterna e rendere più solida la gestione del servizio. L’auspicio è che — come annunciato — si riesca davvero a recuperare quanto indebitamente addebitato, ristabilendo equilibrio, trasparenza e fiducia. Perché l’impegno dei cittadini merita non solo elogi formali, ma riconoscimenti concreti, anche in bolletta.

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