Rinvio a giudizio per l’addetto ai fuochi: 27 parti offese, udienza il 5 giugno
Non è la tradizione dei fuochi d’artificio a essere sotto accusa, ma il modo in cui viene gestita. L’incendio divampato a Castel di Lucio il 20 agosto 2025, durante i festeggiamenti in onore di San Placido, riporta al centro del dibattito un tema cruciale: la prevenzione. Quella che doveva essere una serata di festa si è trasformata in un’emergenza, complice una combinazione tanto prevedibile quanto pericolosa: spettacoli pirotecnici e vento di scirocco.
L’incendio: una scintilla e il vento
Il rogo si è sviluppato in contrada Chianazzo, nei pressi del campo sportivo “Enzo Bearzot”, dove era stata installata la batteria dei fuochi. Secondo le prime ricostruzioni, una scintilla partita dai giochi pirotecnici ha innescato le fiamme.
Le condizioni meteorologiche hanno fatto il resto. Il vento di scirocco, caldo e persistente, ha favorito una rapida propagazione del fuoco verso valle, raggiungendo la contrada Gagliano e minacciando un’abitazione isolata.
Testimoni parlano di “una fiammata improvvisa sotto l’impianto sportivo”, seguita da attimi di paura tra le tante persone presenti per assistere allo spettacolo.
I soccorsi e il salvataggio
Immediato l’intervento dei Vigili del Fuoco dei distaccamenti di Mistretta e Sant’Agata di Militello, supportati dai NOIS di Castel di Lucio, da autobotti private e da numerosi volontari. Le operazioni di spegnimento sono proseguite per tutta la notte, fino alle 5:30 del mattino.
Momenti drammatici si sono vissuti durante l’evacuazione di un’abitazione minacciata dalle fiamme. Un carabiniere in servizio e un poliziotto fuori servizio hanno tratto in salvo una donna rimasta intrappolata in casa. Entrambi hanno riportato sintomi di intossicazione da fumo e sono stati trasferiti all’ospedale “SS. Salvatore” di Mistretta per le cure del caso.
Quando il rischio diventa reato
Secondo quanto stabilito dall’articolo 2 della legge 353 del 2000, si configura incendio boschivo anche quando il fuoco ha solo il potenziale di propagarsi su aree boscate o terreni limitrofi. Un principio fondamentale: non serve un disastro esteso, basta il rischio concreto. Nel caso di Castel di Lucio, le fiamme hanno interessato circa 6,5 ettari di terreno tra le contrade Pianazzo e Gagliano.
La svolta giudiziaria: rinvio a giudizio
Arriva ora una prima svolta nelle indagini coordinate dalla Procura di Patti. È stato rinviato a giudizio l’addetto ai giochi pirotecnici della ditta FESIMA SRL, accusato di aver agito con negligenza, imprudenza e imperizia. Secondo l’impostazione accusatoria, non avrebbe tenuto conto delle condizioni meteorologiche avverse, in particolare delle forti raffiche di scirocco e libeccio già segnalate dal Dipartimento della Protezione Civile. Una sottovalutazione che, secondo la Procura, avrebbe causato l’incendio.
27 parti offese e possibili sviluppi
Il tribunale ha individuato 27 soggetti come parti offese, proprietari dei terreni andati in fumo, che potranno costituirsi parte civile nel procedimento. Un numero significativo che testimonia l’impatto dell’evento sul territorio e sui cittadini coinvolti.
Udienza fissata per il 5 giugno
L’udienza di comparizione predibattimentale è stata fissata per il 5 giugno prossimo davanti al giudice dott. Mandanici. Sarà il primo passaggio processuale di una vicenda che potrebbe fare chiarezza su responsabilità dirette e indirette.




