Identificati i presunti partecipanti agli scontri del 23 agosto. L’arma, priva del tappo rosso, era nascosta sul tetto dello spogliatoio di un lido. Dopo l’episodio il Comune aveva introdotto restrizioni temporanee alla movida.
Nove persone denunciate, tra i 19 e i 54 anni, e una pistola a salve sequestrata. È il bilancio delle indagini dei carabinieri della Stazione di Cefalù sulla rissa scoppiata nella notte del 23 agosto sul lungomare Giardina, nei pressi di un noto locale. Un episodio durante il quale, secondo la ricostruzione investigativa, sarebbe stato esploso un colpo in aria: gli accertamenti successivi hanno stabilito che si trattava di un’arma a salve.
I militari, impegnati in un servizio coordinato di controllo del territorio, erano intervenuti per interrompere gli scontri e mettere in sicurezza le persone aggredite. Da quel primo intervento sono partiti gli accertamenti per ricostruire la dinamica e identificare i presunti partecipanti.
Le indagini hanno portato al deferimento in stato di libertà di nove persone alla Procura della Repubblica di Termini Imerese. Gli indagati devono rispondere, a vario titolo, delle ipotesi di reato di rissa e lesioni personali. Cinque sono originari di Cefalù.
A uno di questi ultimi gli investigatori attribuiscono anche l’esplosione del colpo durante le fasi più concitate degli scontri. Nei suoi confronti, secondo quanto riferito nel comunicato, è scattata un’ulteriore denuncia per il porto e l’utilizzo abusivo dell’arma.
La pistola è stata recuperata poco distante dal luogo della rissa: era nascosta sul tetto dello spogliatoio di un lido balneare. Si tratta di un’arma a salve priva del tappo rosso. Nelle vicinanze i carabinieri hanno rinvenuto anche un bossolo calibro 9 a salve. Il ritrovamento ha consentito di chiarire la natura del colpo segnalato durante i disordini.
L’episodio aveva avuto conseguenze anche sul piano amministrativo. Come riportato da MadoniePress nell’articolo del 28 agosto, il sindaco Daniele Tumminello aveva firmato, dopo un confronto con le forze dell’ordine, un’ordinanza per limitare le situazioni di rischio legate agli assembramenti notturni.
Il provvedimento riguardava le notti del 29 e 30 agosto, con restrizioni sul lungomare Giardina, nel centro storico, nella zona della Villa comunale e nelle aree a valle di via Roma. Da mezzanotte alle 3 era previsto il divieto di vendita per asporto di alcolici e superalcolici, mentre restava consentita la somministrazione nei locali e negli spazi di pertinenza. Dalle 3 alle 5 scattava invece la chiusura degli esercizi di vendita e somministrazione di alimenti e bevande interessati dall’ordinanza.
Le nove denunce rappresentano adesso uno sviluppo dell’indagine sull’episodio che aveva preceduto quella stretta temporanea. Le responsabilità individuali restano da accertare in sede giudiziaria: le contestazioni riportate esprimono il quadro investigativo e tutte le persone coinvolte sono da considerarsi innocenti fino a un’eventuale sentenza definitiva di condanna.




