È una notizia che tante famiglie attendevano da tempo, e che oggi diventa finalmente realtà. Dopo anni di proteste, viaggi interminabili per raggiungere i centri vicini e inverni affrontati senza un presidio di riferimento per i più piccoli, a Cesarò e San Teodoro arriva il pediatra di libera scelta.
L’annuncio è stato dato dal deputato regionale e vicepresidente della commissione Salute all’ARS, Calogero Leanza, che ha seguito da vicino la vicenda sin dal suo insediamento.

«Comunico con grande soddisfazione – ha dichiarato Leanza – l’istituzione della zona carente di pediatria di libera scelta con obbligo di apertura di studio a Cesarò. È il risultato del lavoro che ho portato avanti con determinazione, spinto dalla necessità di dare finalmente al nostro territorio risposte concrete a un bisogno sentito da tempo».
La mancanza di un pediatra nei due comuni montani dei Nebrodi era diventata negli anni un simbolo delle difficoltà che vivono i piccoli centri. I genitori erano costretti a spostarsi fino a Francavilla di Sicilia, Giardini Naxos o a Bronte per garantire cure specialistiche ai propri figli. Strade impervie, chilometri di curve e tempi di percorrenza insostenibili soprattutto quando si trattava di visite urgenti.
Ora, invece, il quadro cambia radicalmente: a Cesarò verrà aperto un ambulatorio pediatrico, con un medico stabilmente a disposizione. Una conquista che ridà respiro a comunità troppo a lungo trascurate.
«Le comunità di San Teodoro e Cesarò – ha aggiunto Leanza – potranno ora contare su un presidio fondamentale per la salute dei bambini e il sostegno alle famiglie. Un ringraziamento va al comitato di pediatria, all’ASP ed alle amministrazioni comunali che hanno condiviso ed accompagnato questo percorso».
L’annuncio segna la conclusione di una battaglia che aveva visto mobilitarsi cittadini, sindaci e associazioni locali. In tanti avevano denunciato la disparità tra i centri urbani, dove i servizi sanitari sono più facilmente accessibili, e i piccoli comuni di montagna, spesso lasciati soli.
La soddisfazione adesso è palpabile: «È un segnale di speranza – commenta un genitore – finalmente non saremo più costretti a macinare chilometri per una visita pediatrica. I nostri bambini avranno il diritto alla salute garantito anche qui».
Con questa decisione, Cesarò e San Teodoro non solo colmano un vuoto sanitario, ma riaffermano il diritto delle comunità periferiche a servizi essenziali di qualità. Una conquista che, come sottolinea Leanza, «dimostra che quando le istituzioni ascoltano il territorio, i risultati arrivano».




