spot_img
spot_img

Cimitero di Sant’Agata, indaga la Procura: interrogativi su scelte amministrative e interessi privati

Da oltre un decennio il cimitero comunale di Sant’Agata Militello vive una cronica carenza di loculi. Una situazione che, secondo documenti ufficiali e atti consiliari, avrebbe prodotto negli anni disagi gravi per le famiglie, problemi di carattere igienico-sanitario e ripetuti interventi dell’Asp.

Qualche mese fa un cittadino presenta un articolato esposto alla Procura di Patti. Nel mirino la gestione del cimitero comunale, l’emergenza loculi, presunte violazioni delle norme sanitarie e il controverso progetto di finanza. La magistratura, secondo quanto emerge dagli atti, avrebbe avviato le indagini. Negli atti si fa riferimento, in particolare, a periodi nei quali decine di bare sarebbero rimaste temporaneamente collocate nella camera mortuaria o addirittura all’interno della chiesa del cimitero, tanto da rendere impossibile – in alcune circostanze – lo svolgimento delle funzioni religiose. Un quadro che, secondo chi denuncia, non sarebbe episodico, ma strutturale.

L’esposto alla Procura di Patti

Il 5 giugno 2025 un cittadino santagatese ha presentato un dettagliato esposto alla Procura della Repubblica di Patti, trasmesso per il tramite della Guardia di Finanza. Nel documento – oltre 20 pagine – vengono segnalati fatti che, secondo l’esponente, potrebbero avere rilevanza penale, chiedendo alla magistratura di verificare eventuali responsabilità nella gestione del cimitero comunale. L’esposto, come precisato dallo stesso autore, non formula accuse, ma sollecita accertamenti su una serie di circostanze ritenute anomale e meritevoli di approfondimento.

Loculi mai realizzati e una scelta contestata

Uno dei punti centrali riguarda la mancata realizzazione di nuovi loculi comunali. Secondo quanto ricostruito nell’esposto e confermato da atti consiliari, già la precedente amministrazione aveva previsto e finanziato la costruzione di blocchi di loculi prefabbricati. Tuttavia, dal 2018 in poi, tali interventi non sarebbero stati portati avanti, nonostante interrogazioni, mozioni e una petizione popolare sottoscritta da oltre 1.800 cittadini. Nel frattempo, l’amministrazione comunale ha puntato sulla strada del project financing per la gestione e l’ampliamento del cimitero, affidando a un soggetto privato la realizzazione delle opere e la gestione dei servizi per un periodo pluridecennale. Una scelta che ha incontrato forti resistenze politiche e civiche.

Il project financing sotto accusa

Il progetto di finanza – ripresentato nel 2024 dalla stessa ditta che lo aveva proposto negli anni precedenti – è al centro sia dell’esposto alla Procura sia della più recente richiesta formale dei consiglieri comunali di minoranza, datata gennaio 2026. Secondo i consiglieri firmatari, il project presenterebbe criticità rilevanti come il rischio d’impresa ritenuto solo formale; tariffe considerate elevate; concessione di un monopolio ventennale sui servizi cimiteriali; divieto per il Comune di realizzare autonomamente nuovi loculi.

In più occasioni, come riportato negli atti consiliari, il Sindaco avrebbe affermato che la realizzazione di loculi comunali avrebbe potuto “scoraggiare” l’interesse dei privati. Una dichiarazione che, secondo i firmatari degli esposti, meriterebbe un approfondimento da parte degli organi competenti.

Emergenza sanitaria e ordinanze disattese

Nel 2022 il Sindaco aveva adottato un’ordinanza contingibile e urgente per fronteggiare l’emergenza igienico-sanitaria nel cimitero. Secondo quanto denunciato, tuttavia, a distanza di anni la situazione non sarebbe stata risolta, con il ripetersi di depositi temporanei di bare e il persistere della carenza strutturale di loculi, a fronte – si legge negli atti – di oltre 500 decessi nel periodo considerato e solo 40 loculi effettivamente realizzati. Aspetti, quest’ultimi, sulle quali, spesse volte, ha acceso un faro la giornalista santagatese Teresa Frusteri.

Le presunte irregolarità nella gestione

L’esposto segnala inoltre una serie di presunte anomalie nella gestione ordinaria del cimitero:

  • utilizzo di aree private per il transito dei carri funebri senza consenso formale;
  • mancata o irregolare tenuta di registri relativi a esumazioni ed estumulazioni;
  • assenza o inutilizzabilità dell’ossario comunale;
  • dubbi sul rispetto delle procedure previste dal Regolamento di Polizia Mortuaria.

Vengono sollevati interrogativi anche sui rapporti di parentela tra dipendenti comunali, amministratori e soggetti operanti nel settore delle onoranze funebri. Circostanze che, si sottolinea nell’esposto, non costituiscono di per sé reato, ma che secondo l’esponente renderebbero opportuni accertamenti per escludere conflitti di interesse o violazioni delle norme.

Le ipotesi di reato e il ruolo della magistratura

Nel documento si richiamano, in via ipotetica, alcune fattispecie di reato – dall’omissione di atti d’ufficio fino a violazioni delle norme in materia di tutela dei cadaveri – rimettendo però ogni valutazione esclusivamente alla Procura. Secondo quanto emerge, la Procura di Patti avrebbe già avviato verifiche preliminari, anche se al momento non risultano indagati né contestazioni formali.

La richiesta dei consiglieri: “Basta attendere il project”

Parallelamente all’esposto del cittadino, i consiglieri comunali di minoranza hanno formalmente diffidato Sindaco e uffici competenti ad avviare con urgenza la realizzazione di almeno 100 nuovi loculi comunali tramite autofinanziamento, ritenuta l’unica soluzione immediata per fronteggiare l’emergenza. Il documento denuncia la persistente emergenza al cimitero, con salme in attesa di sepoltura che rischiano problemi igienico-sanitari, nonostante una recente fornitura di loculi simili.

I firmatari contestano aspramente il project financing inserito nel Programma Triennale delle Opere Pubbliche, definendolo illegittimo, antieconomico e contrario all’interesse pubblico, annunciando ricorso al TAR avverso la delibera di consiglio che inserisce il progetto di finanza nel programma triennale. Tra le principali criticità emergono la privatizzazione degli utili a carico del privato, la socializzazione dei costi sul Comune, l’annullamento del rischio d’impresa tramite adeguamenti tariffari e la creazione di un monopolio ventennale che vieta al Comune di realizzare autonomamente nuovi loculi.

Richiesta d’azione immediata

Il gruppo di minoranza invita a replicare il modello dell’autofinanziamento, pubblicando un avviso per manifestazioni di interesse dei cittadini e progettando loculi più accessibili e sicuri rispetto ai precedenti. In caso di inerzia minaccia ricorsi al TAR, esposti alla Procura e alla Corte dei Conti, oltre a segnalazioni per omissione di atti d’ufficio. Il documento, datato 7 gennaio 2026, sottolinea recenti sentenze giurisprudenziali che bocciano simili progetti per mancanza di trasferimento effettivo del rischio al privato.

Una vicenda che interroga la città

Al di là delle responsabilità che saranno eventualmente accertate, la vicenda del cimitero di Sant’Agata Militello solleva una questione di dignità pubblica, oltre che di legalità e trasparenza amministrativa. Famiglie costrette a seppellire i propri cari in altri Comuni, bare in attesa di tumulazione, ordinanze emergenziali che si ripetono: elementi che raccontano una ferita ancora aperta nella comunità.

Ora la parola passa alla magistratura. E alla politica, chiamata – comunque vada – a dare risposte rapide e concrete a un problema che da troppo tempo attende soluzioni.

Autore

spot_img

Ultime News

Related articles