spot_img
spot_img

Clima estremo e coste siciliane: Castel di Tusa investe in difesa e sostenibilità. Parla il sindaco Angelo Tudisca

Il ciclone Harry, che ha devastato il litorale ionico causando danni per miliardi di euro, ha riacceso i riflettori sulla vulnerabilità delle coste siciliane di fronte a eventi meteorologici sempre più estremi. Se il versante orientale dell’Isola paga oggi il prezzo di un equilibrio fragile tra natura e urbanizzazione, anche il Tirreno guarda con attenzione a quanto accaduto. In questo scenario si inserisce la riflessione di Angelo Tudisca, sindaco di Tusa, chiamato a fare il punto, nell’intervista di Quadrochiaro.it, sul livello di sicurezza e sulle prospettive future di Castel di Tusa, frazione costiera più volte insignita della Bandiera Blu e considerata un fiore all’occhiello del tratto compreso tra Palermo e Messina.

Sindaco Tudisca, alla luce dei miliardi di danni causati dal ciclone Harry sul litorale Ionico, qual è oggi il livello di rischio percepito per Castel di Tusa e per l’intero territorio comunale di Tusa?

I rischi di mareggiate per Castel di Tusa sono bassi poiché negli anni sono stati effettuati interventi a protezione dell’abitato.
Il rischio invece è elevato per quanto riguarda alcune zone a rischio frana sia a Castel di Tusa, zona Roccamarina, sia a Tusa, zona Via San Luca e, recentemente, stiamo monitorando la zona di Via Carmelo Battaglia.


Se quanto accaduto nel versante ionico fosse successo a Castel di Tusa, si sarebbero registrati gli stessi danni? Perché?

Non sono cosi certo che si sarebbero registrati gli stessi danni. Ritengo che gli interventi strutturali realizzati negli anni avrebbero salvaguardato la nostra bellissima cittadina. Abbiamo avuto un episodio simile nel 2010 quando l’acqua del mare ha invaso il lungomare e le abitazioni ubicate nel Viale Europa Unita.


Castel di Tusa è stata più volte insignita della Bandiera Blu: quali interventi strutturali sono stati realizzati negli ultimi anni per proteggere la costa dall’erosione e dagli eventi meteorologici estremi?

In particolare è stata realizzata una barriera soffolta, agli inizi del 2000 e durante il mio primo mandato è stato realizzato, con i fondi FEP, il ripascimento della zona ove trovano riparo le barche dei pescatori e, con fondi regionali, il ripascimento del lungomare con materiale prelevato all’interno del fiume Tusa. Nel precedente quinquennio, a guida del Sindaco Miceli, con fondi del contratto di costa, si è provveduto a realizzare una barriera a tutela delle case ubicate nella parte iniziale di Via Nazario Sauro.
Tengo a rivendicare con orgoglio che, nel mio mandato di Presidente del Consiglio, mi sono opposto ai lavori di cementificazione del fiume Tusa, all’interno del quale negli ultimi anni si è sviluppata la brillante idea imprenditoriale della darsena.


Esiste un piano comunale aggiornato di protezione civile specifico per mareggiate, alluvioni o cicloni mediterranei?

Il nostro piano di protezione civile è in fase di aggiornamento, l’Unione dei Comuni “Costa Alesina” ha conferito incarico al Geologo Dott. Spinello per l’aggiornamento dei piani di protezione civile dei 4 comuni. Abbiamo chiesto di attenzionare anche il rischio alluvione e mareggiate.


Il cambiamento climatico sta rendendo sempre più frequenti fenomeni estremi: il Comune ha pensato, o sta pensando, di monitorare l’evoluzione della linea di costa per prevenire criticità future?

Certamente, nel redigendo PUDM, l’ufficio tecnico ha verificato attentamente la linea di costa senza spostarla minimamente rispetto all’originaria previsione.


Sono previsti interventi di difesa costiera come barriere frangiflutti, ripascimenti o opere di consolidamento? Se sì, in che fase si trovano questi progetti e quali risorse sono state stanziate?

La settimana prossima dovrebbero iniziare i lavori di consolidamento del Costone roccioso della zona Lampare, inoltre, è stato completato il progetto esecutivo del consolidamento della Via S. Agostino che dovrebbe essere finanziato dalla struttura commissariale. Interventi importanti per il nostro comune come quelli realizzati negli anni 90 a salvaguardia del cimitero comunale e agli inizi degli anni duemila a salvaguardia dell’intera area di Via Stazzone e Via Crocemissione.


Dopo quanto accaduto sul versante ionico, ritiene che serva un piano regionale o nazionale più incisivo per la messa in sicurezza delle coste siciliane? Che ruolo può giocare un piccolo Comune come Tusa in questo scenario?

Indubbiamente. Con interventi a tampone non si si risolvono in toto i problemi. Anche un piccolo comune come il nostro può svolgere un ruolo importante dando l’esempio di quanto sia importante tutelare l’ambiente e di programmare interventi a salvaguardia del territorio.


Guardando al futuro, qual è la sua visione per rendere Castel di Tusa non solo una “bomboniera” turistica, ma anche un modello di resilienza ambientale e sostenibilità per tutto il litorale tirrenico?

Quella di continuare nelle politiche ambientali che vedono sempre meno consumo del territorio e più rispetto dell’ambiente.

Autore

spot_img

Ultime News

Related articles