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Coltello sul tram e paura tra i passeggeri: Palermo al limite

La scena si è consumata in pochi minuti, ma il terrore è rimasto impresso a lungo negli occhi dei passeggeri. Un uomo armato di coltello, già noto per precedenti episodi e con problemi psichici, è salito a bordo di un tram della linea 1 a Palermo e ha tentato di accoltellare una donna in stato di gravidanza che viaggiava insieme a una bambina e ad altri familiari. È successo intorno alle 20.50, all’altezza di corso dei Mille, nei pressi del Ponte Ammiraglio, su una vettura diretta verso la stazione centrale.

Il panico è esploso improvvisamente. I passeggeri, colti dal terrore, sono riusciti a mettersi in salvo abbandonando il convoglio e chiedendo aiuto a un altro tram in arrivo dalla direzione opposta. Il mezzo è rimasto fermo per circa un’ora per consentire l’intervento della polizia e gli accertamenti del caso. Solo il tempestivo intervento delle forze dell’ordine e del personale sanitario ha evitato che l’ennesimo episodio di violenza si trasformasse in una tragedia.

Non si tratta di un fatto isolato. È la terza volta che lo stesso uomo semina il panico sui convogli della linea 1. Una reiterazione che accende i riflettori su una questione ormai non più rinviabile: la sicurezza sui mezzi pubblici. L’Amat ha sporto denuncia per l’accaduto e il presidente Giuseppe Mistretta parla apertamente di una situazione “molto grave”, più volte segnalata senza che, finora, si sia arrivati a soluzioni definitive.

Durissima anche la presa di posizione del sindacato Orsa Trasporti, che esprime “piena solidarietà e vicinanza alla famiglia vittima di questo episodio inaccettabile” e ribadisce “la necessità di interventi immediati e strutturali per garantire maggiore sicurezza sia agli operatori di esercizio sia all’utenza”. Tra le richieste, il potenziamento delle misure di tutela lungo la linea 1 e la presenza costante della sicurezza a bordo dei tram per l’intero arco del servizio. Secondo il sindacato, da settimane lo stesso soggetto avrebbe creato allarme sui convogli, senza che si sia riusciti a interrompere questa spirale di pericolo.

In una città dove il trasporto pubblico dovrebbe rappresentare un’alternativa sicura e sostenibile all’uso dell’auto, episodi come questo rischiano di minare la fiducia dei cittadini e di trasformare ogni viaggio in un’incognita. Il tema del disagio psichico, che emerge con forza in questa vicenda, non può essere eluso né ridotto a una questione di ordine pubblico: richiede interventi coordinati tra sanità, servizi sociali e forze dell’ordine. Ma allo stesso tempo, chi sale su un tram deve poterlo fare senza paura.

In questo clima già teso, Palermo accoglie comunque una notizia che restituisce un filo di speranza. È fuori pericolo Valentina Peonio, la donna di 33 anni rimasta ferita da un colpo di fucile in piazza Nascè nella notte tra sabato e domenica. I medici hanno sciolto la prognosi, inizialmente riservata, confermando l’ottimismo sulle sue condizioni. La donna è stata trasferita in chirurgia plastica per la rimozione dei pallini, alcuni dei quali non possono ancora essere estratti, con l’obiettivo di limitare il più possibile le cicatrici.

Sul fronte giudiziario, resta in carcere Giuseppe Calì, il ventunenne arrestato per lesioni, omissione di soccorso, spari in luogo pubblico e detenzione e porto di arma clandestina. La sua versione sul ritrovamento del fucile da caccia dell’Ottocento in un cassonetto non ha convinto gli investigatori né il gip Rosario Di Gioia, che ha evidenziato diverse incongruenze. Il fermo è stato convalidato nel giorno di Santo Stefano.

Due episodi diversi, ma che raccontano lo stesso disagio: una città che vive una fase di forte pressione sociale e che chiede risposte concrete. La sicurezza sui mezzi pubblici e negli spazi urbani non è un optional, ma un diritto. E ogni ritardo nel garantire questo diritto rischia di trasformarsi nell’anticamera di una nuova tragedia.

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