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Comune di Sant’Agata vince contro l’Agenzia delle Entrate: annullata cartella da oltre 700 mila euro

Una lunga battaglia legale che si è conclusa con una piena vittoria per il Comune di Sant’Agata di Militello. La Corte di Giustizia Tributaria di secondo grado di Palermo, con sentenza n. 5113/2025 depositata il 16 luglio 2025, ha definitivamente rigettato il ricorso dell’Agenzia delle Entrate, confermando la legittimità del comportamento del Comune e annullando una cartella esattoriale per un valore complessivo di 712.228,90 euro, a fronte di un’imposta originaria contestata pari a 397.514,16 euro.

La vicenda ha origine nel 2008, quando l’Agenzia delle Entrate emise una cartella di pagamento nei confronti del Comune per il recupero dell’IVA indicata a credito nella dichiarazione del 2003 (riferita all’anno d’imposta 2002), ritenuta dall’Ufficio “non spettante” poiché non emergente dalla dichiarazione per l’anno 2001. Il Comune impugnò l’atto e ottenne una prima vittoria in primo grado presso la Commissione Tributaria Provinciale di Messina.

Tuttavia, l’Agenzia delle Entrate fece appello, ottenendo una decisione favorevole nel 2016 dalla Commissione Tributaria Regionale della Sicilia, che riformò la sentenza di primo grado. Il Comune, non condividendo l’impostazione, propose ricorso in Cassazione, che con ordinanza del 14 aprile 2023 accolse le ragioni dell’ente locale, riconoscendo la corretta tempistica dell’esercizio del diritto al credito IVA e rinviando la causa per l’esame dei requisiti sostanziali della detrazione.

A seguito del rinvio, la Corte di Giustizia Tributaria di Palermo ha accertato che il Comune aveva già prodotto tutta la documentazione necessaria, senza alcuna contestazione di merito da parte dell’Agenzia delle Entrate, la quale non si è nemmeno costituita nel giudizio di riassunzione. Ne è seguita la conferma integrale della sentenza favorevole del 2008 e il rigetto dell’appello dell’Agenzia.

La Corte ha inoltre condannato l’Agenzia delle Entrate al pagamento delle spese processuali per le varie fasi del giudizio: 11.000 euro per l’appello e 4.000 euro per la cassazione, oltre accessori di legge.

Grande soddisfazione è stata espressa sia dalla dirigente dell’Area Economico-Finanziaria del Comune, dottoressa Giuseppina Smiriglia, sia dall’assessore Domenico Barbuzza, che hanno seguito con costanza e determinazione l’intera vicenda, senza mai abbassare la guardia.

Siamo estremamente soddisfatti per l’esito favorevole della causa che ha visto il nostro Comune di uscire vincitore dopo 24 anni di attesa – dichiara Barbuzza.
Questo risultato non solo conferma la correttezza del lavoro svolto dall’ufficio di ragioneria , ma rappresenta anche un importante risparmio economico per le casse comunali.
Ringrazio tutti i dipendenti comunali coinvolti per la professionalità dimostrata e per il lavoro svolto con impegno e dedizione. Questa vittoria –
conclude l’esponente della giunta Mancuso – rafforza la nostra determinazione a gestire con rigore e responsabilità le risorse pubbliche, garantendo trasparenza ed efficienza nella tutela dell’interesse dei cittadini”

ll procedimento, fin dalle prime fasi, è stato seguito dall’avvocato Francesco Leto che ha sempre sostenuto con determinazione la correttezza contabile e giuridica dell’ente locale.

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