La sentenza della Cassazione chiude il processo
La Corte di Cassazione ha confermato in via definitiva la condanna a tre anni di reclusione per Giuseppe Rugolo, l’ex sacerdote della diocesi di Piazza Armerina accusato di violenza sessuale su minori. La terza sezione penale della Suprema Corte ha dichiarato inammissibili sia il ricorso della difesa sia quello della Procura generale di Caltanissetta, mettendo così la parola fine al procedimento penale.
La decisione conferma la sentenza pronunciata nel 2024 dalla Corte d’Appello di Caltanissetta, che aveva ridotto la pena rispetto ai quattro anni e sei mesi inflitti in primo grado dal tribunale di Enna.
Dalla denuncia alle indagini
L’inchiesta nacque dalla denuncia dell’archeologo Antonio Messina, che tra il 2019 e il 2020 raccontò agli investigatori gli abusi che avrebbe subito tra il 2009 e il 2013. Da quelle dichiarazioni presero avvio ulteriori accertamenti che portarono gli inquirenti a ricostruire altri episodi contestati all’allora sacerdote.
Il caso assunse rapidamente una forte rilevanza pubblica, non soltanto per la gravità delle accuse, ma anche per il dibattito interno alla Chiesa e per le polemiche sulla gestione della vicenda da parte della diocesi.
La riduzione della pena in Appello
Nel processo di secondo grado, la Corte d’Appello di Caltanissetta aveva riconosciuto la lieve entità di alcuni episodi contestati, riducendo la condanna da quattro anni e sei mesi a tre anni di carcere.
Una decisione contestata dalla Procura generale, che aveva chiesto un aggravamento della pena. La Cassazione, tuttavia, ha respinto anche questo ricorso, rendendo definitiva la sentenza d’appello.
La posizione della Chiesa
Sul piano canonico, Rugolo è stato dimesso dallo stato clericale dal Dicastero per la Dottrina della Fede. La vicenda, però, continua ad avere conseguenze anche all’interno della diocesi di Piazza Armerina.
È infatti ancora aperto il procedimento per falsa testimonianza che vede imputati il vescovo Rosario Gisana e il vicario giudiziale Vincenzo Murgano. Secondo l’accusa, avrebbero reso dichiarazioni non veritiere durante il processo Rugolo. L’udienza prevista nei giorni scorsi è stata rinviata all’8 ottobre dal tribunale di Enna.
Le parole di Antonio Messina
Dopo la decisione della Cassazione, Antonio Messina ha parlato di una lunga battaglia per la verità e la giustizia.
«La giustizia italiana ha deciso. La Cassazione conferma la condanna in appello per Giuseppe Rugolo. Auspico ora che anche la Chiesa faccia la propria parte», ha dichiarato.
Parole che riportano l’attenzione non soltanto sull’esito giudiziario, ma anche sulle responsabilità morali e istituzionali emerse nel corso degli anni.
Un caso che lascia aperto il dibattito
La sentenza definitiva chiude il percorso penale, ma il caso Rugolo continua a interrogare l’opinione pubblica sul tema della tutela delle vittime, della trasparenza ecclesiastica e del rapporto tra giustizia civile e Chiesa. Un tema particolarmente delicato in Sicilia, dove la vicenda ha segnato profondamente la comunità di Enna e della diocesi di Piazza Armerina.




