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Conti della Regione, la Corte dei conti promuove il rendiconto 2023 con riserva: ma il risanamento non è ancora concluso

La magistratura contabile certifica i progressi della finanza regionale, riconosce il cambio di passo nella gestione amministrativa e richiama le criticità ancora aperte. Schifani: «Consegniamo una Sicilia migliore». Dagnino: «Ora puntiamo alla parifica del rendiconto 2024»

La fotografia dei conti della Regione Siciliana cambia volto. Non perché i problemi della finanza pubblica siano definitivamente alle spalle, ma perché, per la prima volta dopo anni, la Corte dei conti certifica un percorso di riequilibrio che comincia a produrre risultati concreti.

Le Sezioni riunite della magistratura contabile hanno pronunciato il giudizio di parificazione con riserva del rendiconto generale della Regione relativo all’esercizio 2023. Un passaggio tecnico, ma di grande rilievo istituzionale, che rappresenta uno dei principali strumenti di controllo sulla correttezza dei bilanci pubblici.

Il dato che emerge con maggiore evidenza riguarda il disavanzo di amministrazione, sceso a circa 900 milioni di euro, con una riduzione superiore ai 3,13 miliardi rispetto all’esercizio precedente. Numeri che il governo regionale interpreta come la conferma del percorso di risanamento finanziario avviato dall’inizio della legislatura.

Cosa significa la parifica della Corte dei conti

Il giudizio della Corte dei conti non rappresenta una valutazione politica sull’operato del governo, ma una verifica sulla regolarità e sull’attendibilità del rendiconto regionale.

La parifica certifica infatti che il documento contabile rappresenta in maniera sostanzialmente corretta la situazione economica, patrimoniale e finanziaria dell’ente.

Nel caso della Sicilia, il giudizio è stato espresso con riserva, una formula che non impedisce la validazione del rendiconto ma evidenzia la presenza di aspetti che richiedono ulteriori verifiche o interventi correttivi. In altre parole, la Corte riconosce i progressi compiuti, senza però considerare concluso il percorso di risanamento.

Schifani: «Un altro tassello del risanamento»

Il presidente della Regione, Renato Schifani, ha letto il pronunciamento come una conferma della strategia perseguita dal suo esecutivo.

«La parifica del rendiconto 2023 costituisce un altro importante tassello del percorso di risanamento finanziario che il mio governo ha perseguito con determinazione fin dal primo giorno di legislatura, allo scopo di consegnare alle future generazioni una Sicilia migliore», ha dichiarato.

Schifani ha inoltre sottolineato come i magistrati contabili abbiano riconosciuto «un cambio di rotta rispetto al passato» su alcuni temi strategici dell’azione amministrativa, assicurando che il governo terrà conto delle osservazioni formulate dalla Procura della Corte dei conti per consolidare i risultati raggiunti.

Un disavanzo ridotto, ma non significa avere più soldi da spendere

La riduzione del disavanzo rappresenta senza dubbio il dato più significativo del rendiconto.

È importante però comprenderne il significato.

Il disavanzo di amministrazione non coincide con la disponibilità di liquidità nelle casse della Regione, ma misura lo squilibrio accumulato nel tempo tra crediti, debiti, accantonamenti e obbligazioni finanziarie.

Ridurre questo disavanzo significa migliorare la solidità dei conti pubblici e diminuire il peso dell’eredità finanziaria del passato. Non equivale, però, ad avere automaticamente miliardi di euro immediatamente spendibili.

Il miglioramento è il risultato di una combinazione di fattori: maggiore capacità di riscossione delle entrate, incremento del gettito fiscale, revisione di poste contabili, migliore utilizzo delle risorse europee e del PNRR, oltre agli effetti prodotti dall’attività economica, compresa quella legata ai bonus edilizi.

Il ritorno alla normalità nei bilanci

Uno degli aspetti più rilevanti evidenziati dall’assessore regionale all’Economia Alessandro Dagnino riguarda il graduale ritorno alla normalità nella gestione dei rendiconti.

Per molti anni la Regione Siciliana ha accumulato ritardi significativi nell’approvazione dei propri bilanci consuntivi, con inevitabili ripercussioni sulla programmazione finanziaria e sulla capacità amministrativa.

Negli ultimi mesi, invece, Regione e Corte dei conti hanno lavorato in parallelo sui rendiconti degli esercizi 2020, 2021, 2022 e 2023, recuperando progressivamente il ritardo accumulato.

«Il giudizio odierno – ha spiegato Dagnino – segna un ulteriore avanzamento nel processo di normalizzazione del ciclo delle parifiche».

L’obiettivo dichiarato è arrivare, subito dopo la pausa estiva, alla parifica del rendiconto 2024, che secondo il governo regionale presenterebbe un avanzo superiore ai 2 miliardi di euro.

La Corte riconosce alcuni cambiamenti

Nel corso dell’udienza il Procuratore regionale della Corte dei conti ha evidenziato diversi elementi considerati positivi nell’azione amministrativa della Regione.

Tra questi figurano:

  • la riforma della dirigenza regionale;
  • l’incremento della spesa per investimenti;
  • il miglioramento della capacità di utilizzo dei fondi europei;
  • l’accelerazione della spesa collegata al PNRR;
  • l’aumento delle entrate fiscali;
  • il percorso amministrativo avviato per la realizzazione dei due termovalorizzatori.

Quest’ultimo aspetto assume particolare rilievo perché viene richiamato non tanto sotto il profilo politico, quanto per i possibili effetti sulla sostenibilità della finanza regionale. Ridurre il ricorso alle discariche e abbattere i costi dello smaltimento dei rifiuti rappresenta infatti anche un obiettivo economico oltre che ambientale.

Restano però le criticità

Accanto agli elementi positivi, la Procura della Corte dei conti ha ribadito che permangono criticità che richiedono attenzione.

Il giudizio con riserva rappresenta proprio questo equilibrio: da una parte viene certificato un miglioramento rispetto agli anni precedenti; dall’altra si richiama la necessità di consolidare il percorso di riequilibrio, evitando che i risultati raggiunti rimangano episodici.

Il risanamento dei conti pubblici, infatti, non si misura soltanto nella riduzione del disavanzo, ma anche nella capacità della Regione di trasformare una migliore situazione finanziaria in servizi più efficienti, investimenti realmente realizzati e tempi amministrativi più rapidi.

La sfida che attende la Regione

Il pronunciamento della Corte dei conti offre al governo Schifani un riconoscimento importante sul piano della gestione finanziaria. Allo stesso tempo, pone una sfida ancora più impegnativa.

Se il rendiconto 2023 certifica l’uscita dalla fase più critica della finanza regionale, il banco di prova sarà il prossimo esercizio. Sarà infatti la parifica del rendiconto 2024 a chiarire se il miglioramento registrato rappresenti l’inizio di una nuova stagione di stabilità oppure soltanto una parentesi favorita da una congiuntura economica particolarmente favorevole.

Per la Sicilia, dopo anni segnati da emergenze finanziarie e ritardi amministrativi, la vera sfida non sarà soltanto tenere in ordine i conti. Sarà dimostrare che conti pubblici più solidi possono tradursi in infrastrutture realizzate, servizi più efficienti, maggiore capacità di spesa e, soprattutto, in opportunità concrete per cittadini e imprese.

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