Nel giorno in cui all’Assemblea regionale siciliana si discuteva la mozione di sfiducia, sulla politica siciliana si è abbattuta una nuova tempesta giudiziaria. La Procura di Palermo ha infatti chiesto il rinvio a giudizio per il presidente dell’Ars, Gaetano Galvagno (Fratelli d’Italia), e per altre cinque persone. Un atto atteso, ma che arriva in un momento politicamente delicatissimo.
Le accuse: corruzione, peculato, truffa e falso
Secondo i magistrati, Galvagno avrebbe messo l’attività istituzionale della Presidenza dell’Ars al servizio degli interessi privati dell’imprenditrice Caterina (Marcella) Cannariato, già coinvolta in altri procedimenti e figura centrale nella vicenda. Al centro dell’inchiesta, i finanziamenti pubblici a una serie di eventi culturali e sociali organizzati dalle fondazioni a lei riconducibili.
Nel presunto sistema, avrebbe avuto un ruolo di primo piano anche Sabrina De Capitani, all’epoca portavoce del presidente dell’Ars e figura politica di riferimento in Sicilia per FdI.
Tra gli eventi attenzionati:
- “Donna, Economia e Potere” (ottobre 2023): un apericena dal costo di 11.000 euro finanziato dalla Presidenza dell’Ars e realizzato dalla Fondazione Bellisario.
- “La Sicilia per le donne” (novembre 2023): contributi pubblici per un totale di oltre 27.000 euro dalla Presidenza dell’Ars e dalla Fondazione Federico II.
- “Un Magico Natale” 2023 e 2024: fondi in legge di Bilancio per complessivi 198.000 euro destinati alla Fondazione Tommaso Dragotto.
In cambio, secondo la Procura, Galvagno e De Capitani avrebbero ottenuto incarichi professionali per persone a loro vicine, tra cui un ruolo alla cugina del presidente e nomine nel Cda di Sicily by Car.
Il ruolo degli altri indagati
Oltre a Galvagno, De Capitani e Cannariato, la richiesta di processo riguarda:
- Alessandro Alessi, imprenditore, indicato come “intermediario e facilitatore”;
- Marianna Amato, dipendente della Fondazione Orchestra Sinfonica Siciliana, ritenuta parte attiva nell’organizzazione degli eventi;
- Roberto Marino, ex autista del presidente dell’Ars.
Proprio Marino e Galvagno sono accusati anche di peculato per l’uso privato dell’auto di servizio: un’Audi A6 che, secondo l’accusa, sarebbe stata utilizzata per scopi personali in almeno 60 occasioni. A loro carico anche le ipotesi di truffa e falso, legate a missioni mai effettuate ma comunque rimborsate per un totale di circa 19.000 euro.
Udienza preliminare fissata al 21 gennaio
Il Gup del tribunale di Palermo, Giuseppa Zampino, ha fissato l’udienza preliminare per il 21 gennaio. In quella sede si deciderà se gli indagati dovranno o meno affrontare il processo.
La richiesta di rinvio a giudizio arriva in un momento politicamente rovente: mentre a Sala d’Ercole si consuma il confronto sulla mozione di sfiducia, la figura del presidente dell’Ars si trova ora al centro di una vicenda giudiziaria che rischia di avere ripercussioni pesanti sulla stabilità del quadro politico regionale.




