Una crisi degli organici che dura ormai da anni sta riducendo la capacità operativa dei tribunali siciliani, con effetti diretti sui cittadini, sugli operatori del diritto e sull’efficienza stessa del sistema giudiziario regionale. A lanciare l’ultimo allarme non sono più solo i giudici e le istituzioni, ma l’avvocatura regionale, attraverso l’Unione degli Ordini Forensi della Sicilia, che in una nota ufficiale ha parlato di una situazione «intollerabile e ormai strutturale» nel panorama giudiziario dell’Isola.
Nel ricordare come la carenza di magistrati non sia un fenomeno stagionale o transitorio, ma una criticità persistente aggravata da pensionamenti, trasferimenti non compensati e lungaggini burocratiche, l’Unione degli Ordini Forensi ha puntato il dito contro i tempi di definizione dei procedimenti in costante aumento, gli arretrati crescenti e le scoperture diffuse in più sedi.
Perché la carenza è diventata strutturale
Secondo gli avvocati dell’Unione degli Ordini Forensi negli ultimi anni i tribunali siciliani hanno visto una progressiva erosione dell’organico, senza adeguati rimpiazzi per pensionamenti e trasferimenti. Le carenze risultano concentrate soprattutto nei settori civile e penale e persino la rotazione dei magistrati, per coprire gli uffici più scoperti, è diventata una prassi ormai costante. Questa situazione non riguarda soltanto grandi sedi come Palermo o Messina, ma si estende anche ai tribunali di media e piccola dimensione, dove il rapporto tra magistrati presenti e numero di procedure pendenti è particolarmente squilibrato.
La tabella aggiornata: scoperture nei tribunali siciliani
Di seguito una tabella aggiornata con le principali sedi giudiziarie siciliane e la stima delle scoperture di magistrati, espressa in percentuale sul totale della pianta organica prevista. I dati sono tratti da relazioni istituzionali e dalle denunce dell’Unione degli Ordini Forensi della Sicilia.
| Tribunale Siciliano | % Scopertura magistrati | Note principali |
|---|---|---|
| Caltagirone | 81% | Scoperture gravissime, con solo 2 togati su 5 in civile e 1 su 6 in penale. |
| Patti | 60% | Criticità accentuata nel civile, con un rapporto magistrati/utenza molto basso (stima basata su rilevazioni e testimonianze). |
| Agrigento | 40% | Carenze rilevanti nei rami principali della giurisdizione. |
| Messina | 35% | Condizioni di sottodimensionamento persistente. |
| Palermo | 20% | Pur essendo la sede più grande dell’Isola, registra carenze significative (14 magistrati in meno rispetto alla pianta organica). |
| Catania | 17% (stima regionale) | La Sicilia in generale mostra percentuali più elevate rispetto alla media nazionale. (vedi dati ministeriali generali) |
Media nazionale stimata: 15% di posti magistrato vacanti.
Focus sui tribunali con scoperture più elevate
1. Caltagirone – Caso limite
Il tribunale di Caltagirone è da tempo uno dei simboli della crisi siciliana, con una scopertura di magistrati che raggiunge circa l’81% della pianta organica prevista. Questo significa che solo una minima parte dei posti è effettivamente occupata, con gravi conseguenze sulla capacità di smaltire arretrati e garantire tempi ragionevoli nelle udienze.
2. Patti – Capofila delle sedi di primo grado
Il tribunale di Patti evidenzia una delle percentuali di scopertura più alte fuori dai grandi centri: circa il 60%, una soglia che compromette l’efficacia del servizio giudiziario in un’area vasta e complessa per numero di utenti e procedimenti pendenti.
3. Agrigento e Messina – Sedi con criticità diffuse
Sia Agrigento che Messina registrano scoperture consistenti (oltre il 30–40%), che si traducono in rinvii frequenti di udienze, accumulo di arretrati nel civile e penale, difficoltà nella gestione quotidiana dei processi.
Conseguenze reali sul funzionamento della giustizia
Secondo l’avvocatura siciliana, questa situazione porta a rinvii processuali ripetuti, anche di mesi o anni, tempi di attesa lunghi tra un’udienza e l’altra, saturazione dei pochi magistrati rimasti, con conseguente affaticamento operativo e compressione del diritto alla ragionevole durata del processo, costituzionalmente garantito e fondamentale per la tutela dei diritti dei cittadini.
Le richieste dell’avvocatura
L’Unione degli Ordini Forensi ha formulato richieste precise. In primis accelerare l’assegnazione dei magistrati, colmando rapidamente le vacanze d’organico, la revisione delle piante organiche per adeguarle alla reale domanda giudiziaria, il confronto strutturato con il Ministero della Giustizia e il Consiglio Superiore della Magistratura e nuove misure di lungo periodo, evitando soluzioni tampone e interventi episodici.
Un fenomeno che non riguarda solo la Sicilia
A livello nazionale esiste un problema più ampio di carenza di magistrati, anche se in Sicilia le criticità risultano spesso più accentuate rispetto ad altre regioni. Secondo rilevazioni parlamentari, la Sicilia presenta una percentuale di scoperture di magistrati sensibilmente superiore alla media (17,21% complessivo nella magistratura ordinaria, con punte eccezionali in alcune sedi) rispetto alla media nazionale di circa il 13% nel complesso della magistratura.
La situazione giudiziaria siciliana mostra un quadro complesso e profondamente critico, con organici sotto stress, scoperture strutturali e impatti negativi sulla tutela dei diritti dei cittadini. Le denunce dell’Unione degli Ordini Forensi della Sicilia evidenziano che non si tratta più di emergenze isolate, ma di un problema sistemico che richiede interventi organici, tempestivi e duraturi da parte delle istituzioni competenti.




