La prevenzione delle malattie cardiovascolari inizia con piccoli gesti quotidiani e una corretta informazione, fondamentali per proteggere il nostro cuore. In questo numero di Quadro Chiaro, la dottoressa Raffaella Iudicello, medico cardiologo dell’ospedale Umberto I di Enna, condivide con i lettori preziosi consigli pratici e indicazioni concrete per adottare uno stile di vita sano e prendersi cura della propria salute cardiovascolare.
Le malattie cardiovascolari sono la principale causa di morte nel mondo?
Nel mondo, le malattie cardiovascolari rappresentano la principale causa di morte, superando persino le patologie neoplastiche che tanto temiamo. Infatti, si muore più per infarto che per tumore. In Italia, ad esempio, si stima che ogni anno circa 160.000 persone siano colpite da un attacco cardiaco, ovvero una persona ogni 3-4 minuti. Questi numeri evidenziano chiaramente la dimensione e la gravità del problema.
Cosa sono le malattie cardiovascolari?
Le malattie cardiovascolari sono patologie che colpiscono il cuore e i vasi sanguigni. La più frequente è la cardiopatia ischemica, la cui manifestazione più comune è l’infarto del miocardio. Tuttavia, rientrano in questa categoria anche l’ischemia cerebrale (ictus) e l’arteriopatia periferica degli arti inferiori.
Il substrato fisiopatologico comune a queste malattie è la placca aterosclerotica. L’aterosclerosi è una malattia delle arterie caratterizzata da un processo lento e progressivo che impiega anni prima di manifestarsi clinicamente. Quando si verifica un evento come l’infarto, spesso si tratta della punta dell’iceberg di un processo complesso, la cui causa principale è la disfunzione endoteliale dell’intima arteriosa.
La prevenzione cardiovascolare è un’arma fondamentale. In cosa consiste?
La prevenzione cardiovascolare consiste nell’adottare misure comportamentali e terapeutiche volte a ridurre il rischio di insorgenza e la prevalenza della malattia. Parliamo di fattori di rischio cardiovascolari, ovvero tutte quelle condizioni che aumentano la probabilità che un evento cardiovascolare si verifichi.
Ci dica qualcosa di più sui fattori di rischio
Esistono fattori di rischio non modificabili, come l’età, il sesso e soprattutto la familiarità. Come diceva un paradosso di un mio vecchio professore: “La familiarità non si può cambiare, ma si può sfidare”.
I fattori di rischio modificabili, invece, sono quelli su cui possiamo intervenire efficacemente, sia con terapie farmacologiche sia con cambiamenti dello stile di vita. Tra questi troviamo:
- Ipertensione arteriosa
- Diabete mellito
- Ipercolesterolemia
- Obesità
- Fumo di sigaretta
- Sedentarietà
- Stress
- Abuso di sostanze come la cocaina
- Inquinamento ambientale
Una recente ricerca italiana dell’Università di Napoli, pubblicata nel marzo 2024 sul New England Journal of Medicine, ha dimostrato che micro e nanoplastiche si trovano all’interno delle placche aterosclerotiche, rendendole più instabili e quindi più pericolose.
Il profilo di rischio cardiovascolare e l’importanza della personalizzazione
Per ogni individuo esiste un profilo di rischio cardiovascolare, calcolabile facilmente tramite app dedicate, che suddivide il rischio in quattro categorie: basso, moderato, alto e molto alto. In base a questa classificazione, si adottano misure terapeutiche differenziate e personalizzate. Oggi disponiamo di un ampio armamentario farmacologico che permette di modulare la terapia su misura per ogni paziente, con risultati significativi sulla riduzione di mortalità e morbidità.
Quali sono i passaggi fondamentali per modificare lo stile di vita?
Intervenire sulle “cattive abitudini” comportamentali è spesso più difficile. Smettere di fumare, ad esempio, non può essere solo una raccomandazione scritta alla fine di una visita medica, ma richiede spesso un percorso psicoterapeutico dedicato. Allo stesso modo, perdere peso attraverso una corretta alimentazione è una sfida, soprattutto nella frenesia della vita moderna. Anche il consumo e l’abuso di droghe rappresentano un problema complesso da affrontare.
Possiamo considerare l’attività fisica il nostro asso nella manica?
Senza dubbio. Il vero alleato nella prevenzione cardiovascolare è l’attività fisica. L’esercizio fisico agisce positivamente su tutti i fattori di rischio cardiovascolari: migliora il metabolismo endoteliale, riduce la pressione arteriosa, abbassa il colesterolo LDL (“cattivo”), migliora il metabolismo glicemico e aiuta a ridurre stress e depressione. Camminare almeno 30 minuti al giorno equivale a prendere un farmaco in più, ma è gratuito e accessibile a tutti. In un momento storico in cui i costi della sanità diventano sempre più proibitivi, promuovere l’attività fisica rappresenta un vero toccasana per la salute pubblica.
La prevenzione e lo sport dunque sono i veri alleati per una vita più sana
Esattamente. La prevenzione cardiaca e lo sport sono strettamente legati e rappresentano due pilastri fondamentali per migliorare la salute generale e ridurre il rischio di malattie cardiovascolari. Investire in stili di vita sani, accompagnati da un adeguato supporto medico e psicologico, può fare la differenza tra una vita lunga e sana e una segnata da eventi cardiovascolari invalidanti o fatali. Prendersi cura del cuore significa prendersi cura di sé. Iniziamo oggi. Subito, un passo alla volta.




