Un indagato in carcere, due ai domiciliari e altri due sottoposti all’obbligo di dimora. Nell’inchiesta dei Carabinieri anche presunte cessioni di stupefacenti a minorenni.
Cocaina, hashish e marijuana smerciati in diversi centri dei Nebrodi, con Mirto come presunto punto di riferimento dell’attività. È il quadro delineato dall’indagine dei Carabinieri della Compagnia di Sant’Agata di Militello che, nella mattinata di oggi, 8 ottobre, ha portato all’esecuzione di cinque misure cautelari.
L’ordinanza, emessa dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Patti su richiesta della Procura, è stata eseguita tra Mirto, Sant’Agata di Militello, Messina e Barcellona Pozzo di Gotto. Per uno degli indagati è stata disposta la custodia cautelare in carcere, per due gli arresti domiciliari e per gli altri due l’obbligo di dimora. Le contestazioni riguardano, a vario titolo, la produzione, il traffico e la detenzione illeciti di sostanze stupefacenti o psicotrope.
L’inchiesta è stata avviata nel 2024 ed è stata condotta dalla Sezione Operativa della Compagnia di Sant’Agata di Militello, sotto il coordinamento della Procura di Patti. Gli investigatori hanno affiancato alle attività tecniche accertamenti sul territorio, servizi di osservazione, controlli e pedinamenti, ricostruendo quello che ritengono fosse un giro di spaccio esteso a più comuni.
Secondo la ricostruzione degli inquirenti, Mirto avrebbe rappresentato lo snodo strategico dell’attività, il cui raggio d’azione avrebbe raggiunto anche Frazzanò, Capo d’Orlando, Capri Leone e Longi. Nel corso delle indagini, i militari hanno effettuato diversi interventi e sequestri di stupefacenti che, secondo l’accusa, avrebbero fornito riscontri alle ipotesi investigative.
Tra gli episodi ricostruiti figurano anche presunte cessioni di droga a minorenni. In un’altra circostanza, un assuntore già sottoposto agli arresti domiciliari si sarebbe allontanato dalla propria abitazione, violando le prescrizioni della misura, per acquistare stupefacenti da alcuni degli indagati.
Gli elementi raccolti hanno portato la Procura a richiedere i provvedimenti cautelari successivamente disposti dal Gip ed eseguiti questa mattina.
Il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari. Le accuse dovranno essere verificate nel contraddittorio con le difese e tutti gli indagati sono da presumersi innocenti fino a un’eventuale sentenza definitiva di condanna.




