La Commissione europea ha espresso parere favorevole sul nuovo Piano regionale dei rifiuti della Sicilia, segnando un passaggio decisivo verso la riorganizzazione del sistema di gestione nell’isola. La comunicazione ufficiale è arrivata dalla Direzione generale della politica regionale e urbana, aprendo la strada alla realizzazione di due termovalorizzatori, previsti a Palermo e Catania.
Soddisfazione è stata espressa dal presidente della Regione, Renato Schifani, anche nella sua veste di commissario straordinario per la rete impiantistica dei rifiuti. «Andiamo avanti spediti sul progetto dei termovalorizzatori – ha dichiarato –. Il via libera rappresenta un ulteriore passo avanti per mettere fine alla stagione del conferimento in discarica, gravosa per l’ambiente e onerosa per cittadini e bilanci pubblici».
Il Piano, atteso da anni, punta a superare un sistema storicamente basato sulle discariche, che ha spesso portato a situazioni di emergenza e a costi elevati per il trasferimento dei rifiuti fuori regione. I due impianti previsti sorgeranno a Bellolampo, a Palermo, e nell’area industriale di Catania, con l’obiettivo di trattare i rifiuti non riciclabili trasformandoli in energia.
Secondo il cronoprogramma, i progetti di fattibilità tecnico-economica saranno pronti entro aprile, mentre le gare per la realizzazione degli impianti dovrebbero essere pubblicate entro la fine del 2026. L’avvio dei lavori è previsto nella primavera successiva, anche se resta da verificare la tenuta delle tempistiche, spesso soggette a rallentamenti burocratici.
Il progetto si inserisce nel quadro delle politiche europee sui rifiuti, che privilegiano riduzione e riciclo ma ammettono il recupero energetico come alternativa alla discarica. Proprio questo aspetto alimenta il dibattito: da un lato, i sostenitori vedono nei termovalorizzatori una soluzione strutturale per ridurre i conferimenti in discarica; dall’altro, associazioni ambientaliste e parte dell’opinione pubblica temono che tali impianti possano frenare lo sviluppo della raccolta differenziata e comportare impatti ambientali.
Per la Sicilia si tratta comunque di un passaggio cruciale. Se realizzato nei tempi previsti, il Piano potrebbe segnare il passaggio da una gestione emergenziale a un sistema più stabile ed efficiente, con benefici attesi sia sul piano ambientale sia su quello economico.
Resta ora la sfida più complessa: trasformare il via libera europeo in cantieri aperti e impianti funzionanti, superando ostacoli tecnici, amministrativi e politici che in passato hanno spesso rallentato interventi analoghi.




