La Finanziaria bis della Regione Siciliana, per un valore di 345 milioni di euro, si appresta a entrare nell’aula con un clima di forti tensioni e dibattiti. Il governo regionale cerca di coinvolgere il Parlamento offrendo una parte del cosiddetto “tesoretto” – destinato non a spese clientelari, ma a “norme organiche” – aprendo di fatto uno spazio per l’iniziativa dei parlamentari. Tuttavia, l’opposizione ha già annunciato una dura battaglia, preannunciando un percorso non facile.
Sud Chiama Nord: “Fondi Insufficienti, Servono 50 Milioni”
Il gruppo parlamentare Sud chiama Nord, rappresentato dai deputati Cateno De Luca, Giuseppe Lombardo e Matteo Sciotto, ha acceso i riflettori sulle risorse stanziate per gli extra costi della gestione dei rifiuti nei Comuni siciliani. In un documento ufficiale, i deputati sottolineano come la cifra prevista (20 milioni di euro) sia insufficiente rispetto ai costi reali che i Comuni stanno sostenendo per lo smaltimento dell’indifferenziata, che tocca i 400 euro per tonnellata. Nella precedente manovra, su loro insistente richiesta, erano stati stanziati 50 milioni di euro; oggi, la nuova proposta viene vista come un arretramento e viene chiesto almeno un ritorno a quella soglia, evidenziando inoltre la necessità di rivedere i criteri di ripartizione delle risorse.
Critiche sui Criteri di Riparto e Tutela dei Comuni Virtuosi
Secondo De Luca e colleghi, la situazione attuale rischia di premiare in modo sproporzionato i grandi centri urbani, come Catania, a discapito dei piccoli e medi Comuni che, invece, negli ultimi anni hanno fatto significativi passi avanti sulla raccolta differenziata. La critica principale riguarda il sistema di ripartizione, giudicato squilibrato, che incentiverebbe poco le amministrazioni più virtuose.
Per questo, Sud chiama Nord ha proposto – tramite due emendamenti al DDL n. 976 (“Variazioni al bilancio della Regione per l’esercizio finanziario 2025 e per il triennio 2025-2027”) – un nuovo criterio premiale così articolato:
70% delle risorse ai Comuni che hanno superato il 65% di raccolta differenziata entro fine 2024.
30% ai Comuni sopra il 55%, ma sotto il 65%.
Esclusione dei Comuni sotto il 55%.
La nostra analisi
L’approccio proposto punta a incentivare comportamenti virtuosi e investimenti reali nella sostenibilità ambientale locale. La critica ai criteri attuali prende spunto da una logica di maggiore equità: se è vero che le grandi città assorbono una parte rilevante dei fondi, è altrettanto vero che piccole e medie comunità, spesso con minori risorse organizzative e finanziarie, hanno comunque ottenuto risultati d’eccellenza sulla differenziata e chiedono di essere premiate.
Dal punto di vista economico, la richiesta di tornare a uno stanziamento di 50 milioni appare connessa ai reali fabbisogni rilevati sul territorio siciliano, gravato da costi elevatissimi per lo smaltimento in assenza di un sistema impiantistico maturo. La scelta di premiare i “comuni virtuosi” si allinea inoltre agli obiettivi europei sul riciclo e sulla sostenibilità, ed è un riconoscimento delle buone pratiche amministrative.
L’opposizione, infine, interpreta la manovra non solo sul piano finanziario, ma anche su quello simbolico e di gestione politica delle risorse, rimarcando il rischio di iniquità ed evidenziando la necessità di un confronto trasparente e innovativo nella distribuzione delle stesse. La partita rimane aperta e l’esito dipenderà dalla capacità della maggioranza e dell’opposizione di trovare – nei prossimi passaggi parlamentari – una sintesi che coniughi equità e realismo finanziario rispettando i parametri UE




