La Commissione Bilancio dell’Ars ha dato il via libera alla nuova finanziaria-quater, la manovra che porta in dote 240 milioni di euro da spendere entro fine anno. Ora la parola passa all’Aula, dove da martedì si aprirà la discussione tra deputati.
Cosa prevede la manovra
Il pacchetto di norme economiche mette a disposizione nuove risorse che si aggiungono ai 400 milioni già stanziati nei mesi di giugno e agosto. Si tratta soprattutto di entrate extra arrivate dal gettito delle tasse.
I fondi saranno destinati a diversi interventi per lo sviluppo: opere pubbliche, sostegno ad alcuni settori produttivi e contributi straordinari. L’obiettivo dichiarato dal governo è chiudere l’anno con più risorse sul territorio e preparare già la prossima legge di Bilancio.
Il presidente della Regione Renato Schifani si dice soddisfatto: “Con questi soldi possiamo dare ossigeno a molti progetti in Sicilia. Ringrazio la maggioranza per il lavoro portato avanti anche di notte. Adesso ci auguriamo che l’Aula approvi in fretta per concentrarci sul Bilancio e rispettare le scadenze”.
La polemica: pochi fondi per i Comuni
Se da una parte la maggioranza festeggia, dall’altra scoppia la polemica. Il Partito democratico e i 5 Stelle, che pure avevano ottenuto 5 emendamenti da circa 10 milioni e mezzo, hanno protestato perché la loro proposta di creare un fondo da 35 milioni di euro per i 391 Comuni siciliani è stata bocciata dal governo.
L’idea era di distribuire i soldi in base alla popolazione, così da dare un aiuto concreto agli enti locali che ogni giorno devono garantire servizi ai cittadini. La giunta regionale però ha proposto un’alternativa ben più ridotta: solo 2 milioni, da dividere fra i Comuni che non rientrano già nei progetti finanziati.
Il deputato Pd Mario Giambona non ha nascosto l’amarezza: “Così non si può andare avanti. Servono responsabilità ed equità. Se il governo non cambierà rotta, in Aula faremo opposizione dura”.
Cosa cambia per i cittadini
Per i siciliani questa manovra significa soprattutto nuovi interventi sul territorio: più fondi per opere pubbliche locali, come strade, scuole e manutenzioni; risorse aggiuntive per alcuni settori produttivi; margini più ampi per i Comuni che riceveranno finanziamenti.
Il nodo è proprio questo: capire quali Comuni saranno avvantaggiati e quali invece resteranno fuori dai finanziamenti diretti. Ed è qui che potrebbe accendersi lo scontro in Aula la prossima settimana.
Un weekend decisivo
C’è tempo fino a martedì mattina per presentare emendamenti e tentare una mediazione. L’obiettivo è evitare un nuovo muro contro muro come quello di agosto, quando la “finanziaria-ter” aveva diviso il Parlamento siciliano e costretto a un nuovo testo.




