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Frana a Niscemi, evacuate oltre 1000 persone: scuole chiuse e paese a rischio isolamento

Rischio idrogeologico in Sicilia dopo il ciclone Harry

Nuova allerta per il rischio idrogeologico in Sicilia. Dopo i gravi danni provocati dal ciclone Harry lungo la costa ionica dell’isola, l’emergenza si sposta nell’entroterra. A Niscemi, comune del Nisseno con circa 25 mila abitanti, una vasta frana ha costretto all’evacuazione oltre 1000 residenti e ha messo in ginocchio la viabilità locale.

La frana nel primo pomeriggio: area colpita tra Sante Croci e contrada Pirillo

Lo smottamento si è verificato nel primo pomeriggio di ieri, intorno alle 13, interessando un’ampia area compresa tra il quartiere Sante Croci, il Belvedere e la zona che si estende fino al torrente Benefizio e a contrada Pirillo. Il cedimento del terreno, accentuato dalle abbondanti piogge che si sono abbattute sull’area, ha provocato profonde lesioni sull’asfalto e il progressivo arretramento del suolo, con un abbassamento stimato fino a sei metri in alcuni punti, in particolare lungo la strada provinciale SP10.

Evacuazioni e accoglienza: famiglie ospitate al Palasport Pio La Torre

Per motivi di sicurezza, la Protezione civile ha disposto l’evacuazione immediata delle abitazioni situate nelle aree considerate a rischio. Numerose famiglie hanno dovuto lasciare le proprie case e sono state accolte temporaneamente presso il palazzetto dello sport “Pio La Torre”, dove sono state allestite aree di accoglienza con centinaia di brandine trasferite da Palermo.

Protezione civile sul posto: 70 volontari impegnati nell’assistenza

Sul posto sono operativi circa 70 volontari della Protezione civile regionale, impegnati nell’assistenza agli sfollati e nel supporto logistico. La sala operativa regionale segue costantemente l’evolversi della situazione. Il capo del Dipartimento regionale della Protezione civile, Salvo Cocina, in stretto raccordo con il presidente della Regione Siciliana Renato Schifani, si è recato a Niscemi per coordinare direttamente le attività di emergenza. Anche il ministro Nello Musumeci sta monitorando “l’evoluzione del grave fenomeno franoso che sta interessando un intero quartiere della città”.

Il sindaco: “Evento drammatico”. Scuole chiuse e attivato il COC

Il sindaco di Niscemi, Massimiliano Conti, ha definito l’evento “drammatico” e ha disposto la chiusura di tutte le scuole per la giornata di domani, oltre all’attivazione del Centro operativo comunale. La zona colpita, ha ricordato il primo cittadino, era già stata interessata da uno smottamento simile circa 29 anni fa.

Viabilità in ginocchio: chiuse le provinciali 10 e 12

La situazione è particolarmente critica anche sul fronte della viabilità. La strada provinciale 10, che collega Niscemi alla zona di Ponte Olivo, è stata chiusa al traffico, così come la provinciale 12, già resa impraticabile da una precedente frana. Al momento, l’unico collegamento con la statale Gela-Catania resta la strada provinciale 11, aumentando il rischio di isolamento del centro abitato.

Rilievi geologici in corso per valutare l’evoluzione del fenomeno

Nel frattempo, tecnici comunali e funzionari del Dipartimento regionale della Protezione civile stanno effettuando rilievi e approfondimenti geologici per valutare l’evoluzione del fenomeno e verificare eventuali collegamenti con un precedente movimento franoso avvenuto lo scorso 16 gennaio.

La vicinanza delle istituzioni: “Massimo impegno per la sicurezza”

Il presidente del Libero Consorzio comunale di Caltanissetta, Walter Tesauro, ha espresso vicinanza alla popolazione colpita, assicurando il massimo impegno delle istituzioni: «Seguiamo attentamente la situazione e attiveremo tutte le risorse necessarie per garantire assistenza e sicurezza agli sfollati».

Una comunità sotto pressione, ma unita nell’emergenza

Mentre proseguono le operazioni di soccorso e monitoraggio, la comunità di Niscemi affronta una delle prove più difficili degli ultimi anni. In un contesto di grande preoccupazione, la risposta coordinata delle istituzioni e la solidarietà dimostrata rappresentano un primo segnale di sostegno concreto per una popolazione duramente colpita dall’emergenza.

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