Una carriera a cavallo tra Parlamento e sala operatoria, un cognome che affonda le radici nella nobiltà messinese, e oggi un’indagine che scuote l’intero ambiente sanitario cittadino. La parabola di Francesco Stagno d’Alcontres, settantenne chirurgo plastico ed ex deputato, sembra riassumere contraddizioni, ambizioni e fragilità di una città che fatica a sciogliere il nodo tra potere, tradizioni e modernità.
Le origini: una famiglia che ha scritto pagine di storia
Discendente diretto dei principi d’Alcontres e Montesalso, Francesco Stagno d’Alcontres è figlio di Ferdinando Stagno d’Alcontres Calapaj e di Giovanna Miceli. Una genealogia che lo colloca nel solco di una lunga tradizione di impegno pubblico: basti ricordare lo zio Guglielmo Stagno d’Alcontres, figura di riferimento nella vita accademica messinese e già rettore dell’Università.
Non stupisce quindi che, accanto alla brillante carriera medica, Stagno d’Alcontres abbia scelto anche il percorso politico, entrando alla Camera nel 1996 sotto le insegne di Forza Italia.
L’avventura parlamentare: quattro legislature tra centrodestra e strappi finali
La sua prima elezione risale alla XIII legislatura, nel collegio uninominale di Taormina. Da lì un susseguirsi di conferme: componente della Commissione Affari sociali, membro del Comitato per la valutazione delle scelte scientifiche e tecnologiche, poi vicepresidente della Commissione Politiche dell’Unione Europea.
Nel 2008 torna a Montecitorio, questa volta nelle liste del Popolo della Libertà, nel collegio Sicilia 2. Il rapporto con il partito di Berlusconi, tuttavia, si deteriora negli anni successivi: nel 2011 abbandona il PdL, passa al Gruppo misto e aderisce a Forza del Sud, chiudendo bruscamente un percorso iniziato 15 anni prima.
Il ritorno all’Ateneo e la corsa al Rettorato
Dopo l’impegno politico, Stagno d’Alcontres riprende con continuità il suo ruolo accademico e ospedaliero. Nel 2018 si candida a rettore dell’Università di Messina, sfidando Salvatore Cuzzocrea, figlio dell’ex rettore Diego. Un duello che rievoca vecchie dinastie universitarie: Stagno d’Alcontres, nipote del “magnifico” Guglielmo, che tenta di riportare il casato ai vertici dell’Ateneo.
Sarà però Cuzzocrea a imporsi nettamente, con 783 voti contro 267.
Il primario stimato e la brusca frattura: l’arresto e le accuse
Direttore fino allo scorso luglio dell’Unità operativa complessa di Chirurgia plastica del Policlinico “G. Martino”, Stagno d’Alcontres è stato posto agli arresti domiciliari questa mattina su disposizione del gip Salvatore Pugliese, a seguito di un’indagine congiunta della Guardia di Finanza e dei Carabinieri, coordinata dalla Procura guidata da Antonio D’Amato. Le ipotesi di reato sono pesanti: concussione, corruzione, induzione indebita a dare o promettere utilità, truffa aggravata.
Secondo gli inquirenti, il chirurgo avrebbe esercitato pressioni su aziende fornitrici di dispositivi medici per ottenere finanziamenti legati all’organizzazione di un congresso scientifico di cui era responsabile. Contributi — sponsorizzazioni, iscrizioni, cene sociali — che avrebbero raggiunto una cifra stimata in oltre 700 mila euro.
Interventi non dichiarati e assenze mascherate
L’indagine non si ferma al capitolo congressuale. Per mesi sono state analizzate intercettazioni, documenti contabili e presenze in reparto. Emergono così ulteriori contestazioni: interventi privati effettuati in studi e cliniche della provincia pur essendo in regime di esclusività; alterazioni dei sistemi di rilevazione presenze per assentarsi dal Policlinico; impiego irregolare dell’ostetrica Cristina Alì come infermiera di sala operatoria.
A Stagno d’Alcontres è stato inoltre notificato un sequestro preventivo da 48 mila euro, ritenuto profitto dei reati ipotizzati.
Una vicenda che scuote Messina
Il terremoto giudiziario non riguarda solo lui: l’inchiesta coinvolge 31 indagati, tra medici, infermieri e imprenditori del settore sanitario. La dirigente medica Antonina Fazio ha ricevuto la sospensione dall’esercizio della professione per un anno e un sequestro da 9.700 euro.
Si tratta di una delle più vaste indagini degli ultimi anni sulla sanità messinese, destinata probabilmente a lasciare un segno duraturo.
Una figura complessa
La traiettoria di Stagno d’Alcontres è quella di un uomo che ha attraversato la politica nazionale, l’eccellenza chirurgica, la vita accademica e la gestione del potere all’interno di un grande ospedale. Una figura che ha suscitato sostegno e critiche, ammirazione e diffidenza. Oggi il suo nome torna al centro della scena, non per un incarico o un duello elettorale, ma per una vicenda giudiziaria che mette in discussione l’eredità di un’intera carriera.




