Approfondendo la questione “Mercato coperto”, la struttura che l’amministrazione di Comunale di Galati pare sia intenzionata ad assegnare a privati, sollevata da Bontempo e Natale nel comunicato stampa diramato nell’odierna giornata, abbiamo consultato l’albo pretorio del Comune di Galati Mamertino e scaricato la determina di affidamento. Qui ci siamo imbattuti in un cognome noto: Di Nardo. Il dubbio che potesse esserci un legame con l’attuale presidente del Consiglio comunale è sorto immediatamente, e ha poi trovato conferma.
La ditta beneficiaria appartiene al padre dell’attuale Presidente del Consiglio comunale, Giuseppe Davide Di Nardo. A questo punto, in questo contesto, il concetto di “trasparenza” a Galati Mamertino si riduce a un mero optional. Il Comune affida direttamente – senza gara e senza alcun confronto competitivo – i lavori di divisione interna del piano terra dell’immobile comunale denominato Mercato Coperto alla ditta Di Nardo Antonino, per un importo complessivo di 29.280 euro.
Siamo nuovamente difronte al solito “caso da manuale” in cui, pur nel rispetto formale delle norme, il sapore del conflitto di interessi è forte, fortissimo, e difficilmente digeribile per i cittadini.
Affidamento diretto: la scorciatoia che piace troppo
L’atto, firmato dall’Architetto Giuseppa Cavolo, responsabile del III Settore tecnico, si avvale della possibilità concessa dal nuovo Codice degli Appalti, che consente affidamenti diretti sotto la soglia dei 500.000 euro. Tradotto: niente gara pubblica, niente concorrenza, niente possibilità per altre imprese locali di presentare offerte.
Una procedura “rapida e semplificata”, certo. Ma anche la scorciatoia perfetta per concentrare gli appalti nelle mani di chi è “già in casa”.
Un ribasso ridicolo, un affidamento lampo
La cronaca burocratica aggiunge altri dettagli gustosi: la RDO (Richiesta di Offerta) pubblicata sulla piattaforma ASMECOM è stata aperta e chiusa nello stesso giorno, il 17 settembre 2025, con un ribasso di appena 355 euro su un importo di oltre 24.000.
Un ribasso che definire “di facciata” è un eufemismo: praticamente l’importo resta invariato, ma con la benedizione formale di una procedura di gara “simulata”.
Il nodo politico: opportunità o opacità?
Formalmente, tutto è in regola. Lo stesso atto si premura di dichiarare l’assenza di conflitto di interessi da parte del dirigente responsabile.
Ma qui la domanda è politica e morale: è opportuno che un Comune assegni lavori pubblici, seppur di modesta entità, proprio alla ditta del padre del Presidente del Consiglio comunale?
La risposta dovrebbe essere scontata: no. Non è una questione di cavilli legali, ma di rispetto dell’etica pubblica e di trasparenza verso i cittadini.
Invece a Galati Mamertino sembra che la linea sia un’altra: tutto regolare, tutto firmato digitalmente, tutto approvato… ma tutto “in famiglia”.
E ancora una volta, il messaggio che arriva ai cittadini è chiaro: se non sei “della cerchia giusta”, difficilmente vedrai arrivare un appalto comunale.
Il Mercato Coperto di Contura, che dovrebbe diventare luogo di sviluppo e di opportunità per la comunità, rischia così di trasformarsi nell’ennesimo simbolo della gestione privatistica della cosa pubblica. Perché le carte saranno pure a posto, ma l’odore di clientelismo resta fortissimo.




