Tra poco più di un anno i cittadini di Galati Mamertino saranno chiamati alle urne per eleggere il nuovo sindaco e il nuovo consiglio comunale. Al momento, l’unico nome certo è quello dell’attuale primo cittadino, Vincenzo Amadore, deciso a tentare la riconferma per un secondo mandato. Gli altri? Per ora, soltanto silenzi e mormorii.
Colui che avrebbe potuto ambire alla poltrona occupata da Amadore è Pino Drago, attuale capogruppo di minoranza. Sarebbe potuto essere, se nell’ambito del suo ruolo di consigliere di opposizione si fosse concentrato sulle funzioni fondamentali proprie di chi è chiamato a svolgere il ruolo di oppositore. Invece, si racconta in paese che Drago sia molto più vicino ad Amadore che al gruppo di minoranza. Un colpo al cerchio (il gruppo di minoranza) e due alla botte (Amadore). Questioni di interessi o opportunità personali? Tutto è possibile. Ciò che sorprende, a questo punto, è come gli altri due colleghi del gruppo di opposizione, Bruno Natale e Claudia Bontempo, sembrino non essersi accorti di nulla. Possibile che non abbiano notato niente? O, più verosimilmente, preferiscano “fare i babbi per non pagare il dazio”: fingere di non capire ciò che accade, per convenienza o per pura strategia politica.
Un altro fronte politico, “Galati Paese Mio”, che alle elezioni autunnali del 2021 si presentava con Calogero Emanuele candidato sindaco, piazzatosi terzo, pare essersi messo in movimento. Il comunicato diramato nelle scorse settimane, che denuncia una gestione comunale priva di programmazione, fatta di improvvisazioni e disservizi, con crescita zero e occasioni mancate, in particolare sui fondi PNRR, e la volontà di aprirsi a una nuova aggregazione politica coinvolgendo cittadini e forze sociali con l’obiettivo di diventare la futura classe dirigente, ne è una dimostrazione.
Tradotto: Galati Paese Mio vuole rimettere benzina nel motore politico di un paese che da troppo tempo sembra fermo al palo. E, secondo indiscrezioni, avrebbe già in mente un nome forte per sfidare Amadore: il dott. Giuseppe Iannì, responsabile dell’Ufficio Igiene e medicina preventiva a Sant’Agata di Militello, prossimo alla pensione. Un profilo indubbiamente autorevole, stimato e competente. Peccato che lo stesso Iannì, a quanto pare, abbia un’idea molto chiara del proprio futuro: godersi la pensione in santa pace. Convincerlo a buttarsi nella mischia politica potrebbe dunque rivelarsi più arduo che convincere i galatesi a credere che la minoranza stia davvero facendo opposizione.
Insomma, lo scenario è questo: da una parte un sindaco uscente già pronto alla sfida; dall’altra, una minoranza che sembra smarrire il proprio ruolo. Pino Drago, se continua a muoversi a metà strada tra opposizione e maggioranza, rischia di restare da solo, alla guida del suo piccolo esercito di Masaniello, senza altra prospettiva che consegnarsi ad Amadore in cambio di una poltrona da vice o, al massimo, da presidente del consiglio.
L’unica vera alternativa potrebbe arrivare da un’operazione di ricomposizione politica: ciò che resta della minoranza potrebbe unirsi al gruppo “Galati Paese Mio” e, insieme, dare vita a una coalizione credibile, finalmente in grado di insidiare seriamente l’attuale sindaco. Il nodo resta sempre lo stesso: trovare un candidato forte. Il nome di Giuseppe Iannì circola, eccome, ma convincerlo a scendere in campo non sarà semplice. Dopotutto, il dottore sembra molto più attratto dall’idea di una pensione tranquilla che dal caos di una campagna elettorale.




