Una distesa di rifiuti nascosta tra la vegetazione di contrada Landro, a Gioiosa Marea. È qui che gli agenti del Corpo Forestale della Regione Siciliana del Distaccamento di Patti, guidati dall’ispettore Calogerino Fabio, hanno scoperto una discarica abusiva di circa 350 metri quadrati. Un’area privata trasformata in deposito incontrollato di materiali di ogni tipo: eternit, rottami ferrosi, plastica, copertoni, residui di lavorazioni e altri rifiuti speciali. Un quadro che fotografa la fragilità del territorio e la facilità con cui certe pratiche illecite riescono a insinuarsi nelle zone rurali non solo a Gioiosa Marea.
Il sito è stato immediatamente sequestrato, e il provvedimento è stato successivamente convalidato. Un intervento necessario, non solo per bloccare l’accumulo di rifiuti, ma anche per avviare gli accertamenti sulle responsabilità e valutare l’impatto ambientale su un’area che, come molte altre nel comprensorio tirrenico, vive un equilibrio delicato tra attività agricole, insediamenti sparsi e aree naturali.
Purtroppo il caso di Gioiosa Marea non è isolato. Nelle stesse ore, la Polizia Metropolitana di Messina ha portato a termine una serie di controlli nel comprensorio ionico, sequestrando altre due discariche abusive tra Savoca e Taormina. A Savoca, gli agenti sono intervenuti nei pressi del torrente, dove hanno trovato un deposito incontrollato di rifiuti speciali tra rottami ferrosi, alluminio, plastica, cavi elettrici e componenti metallici accumulati senza alcuna autorizzazione. Una situazione molto simile a quella di contrada Landro, che conferma un modus operandi diffuso. Sfruttare aree marginali, spesso difficili da monitorare, per liberarsi di materiali ingombranti o derivanti da attività artigianali e cantieri.
Nel territorio di Montalbano Elicona, gli agenti hanno fermato un autotreno utilizzato per il trasporto di rifiuti, risultato privo delle autorizzazioni previste dalla normativa. Il mezzo è stato sequestrato, mentre sono in corso verifiche sulla regolarità della movimentazione dei materiali.
Questi episodi, distribuiti tra costa tirrenica e ionica, delineano un fenomeno che riguarda l’intera provincia di Messina. La gestione irregolare dei rifiuti è spesso legata a micro imprese, attività artigianali o privati che scelgono scorciatoie illegali per smaltire materiali che richiederebbero procedure e costi specifici. Eternit, ferro, plastica, pneumatici: rifiuti che rappresentano un rischio concreto per il suolo, le acque e la salute pubblica non solo da un punto di vista paesaggistico.
Il territorio messinese, con la sua conformazione complessa fatta di vallate, contrade isolate e aree boschive, è particolarmente esposto. Le forze dell’ordine intensificano i controlli, ma il monitoraggio resta una sfida continua. Ogni discarica sequestrata è un tassello di un problema più grande: la necessità di una cultura ambientale più solida, di una gestione dei rifiuti più trasparente e di una collaborazione attiva tra cittadini, istituzioni e volontari.
Il sequestro di contrada Landro, è un richiamo alla responsabilità collettiva e alla tutela di un territorio che, tra mare e colline, merita di essere preservato da chi lo considera un luogo dove “nascondere” ciò che non vuole smaltire correttamente. La provincia di Messina continua a mostrare criticità, ma anche la presenza di corpi investigativi, forestali e volontari che, con costanza, riportano alla luce ciò che altri vorrebbero tenere nell’ombra.




