La provincia di Messina è un territorio complesso, dove la vicinanza tra aree urbane, colline coltivate e zone boschive dei Nebrodi crea da anni una convivenza difficile con la fauna selvatica. In molte aree, si moltiplicano le segnalazioni di danni ai terreni agricoli, orti distrutti e incursioni sempre più frequenti di maiali selvatici. Un fenomeno di cui molte volte si è occupato questo Giornale. che, da emergenza rurale, sta diventando un problema di sicurezza e tutela del territorio.
A Gioiosa Marea, la situazione è particolarmente critica nelle contrade Galbato, San Francesco e Casale, dove i residenti denunciano da mesi un peggioramento costante. A rilanciare l’allarme è padre Damiano Amato, fondatore del Villaggio della Pace, che da oltre un anno attende risposte dalle istituzioni. Nel luglio 2024 aveva scritto al Prefetto, al sindaco, alla Città Metropolitana, alle forze dell’ordine e al Corpo Forestale senza ottenere nessuna risposta. Nel frattempo, i maiali hanno devastato orti, recinzioni e perfino la strada di accesso al Villaggio, dove gli scavi degli animali hanno provocato piccoli smottamenti.
Il sacerdote racconta di un orto completamente distrutto nonostante la recinzione, e di residenti che rinunciano perfino ad uscire di casa la sera per paura di incontrare i branchi. “Che fare? A chi rivolgersi?”, chiede padre Amato, denunciando un silenzio istituzionale che pesa quanto i danni stessi.
Alla sua voce si aggiunge quella di Francesco Marino, che in un post molto condiviso mostra ciò che resta del vigneto di famiglia, coltivato da generazioni. “Una situazione che sta degenerando sempre di più”, scrive, denunciando una “distruzione del territorio” che costringe i proprietari ad abbandonare i terreni, con il rischio di incendi e degrado. Marino avverte che i maialini sono arrivati fin dentro le abitazioni e lancia un appello diretto: “Sveglia, c’è un’emergenza prioritaria. La sicurezza dei cittadini viene prima di tutto”.
Non si tratta di casi isolati: nel territorio di pertinenza del Comune di Gioiosa Marea sono già arrivate diverse segnalazioni, che stanno alimentando nella popolazione un crescente senso di insicurezza. È bene ricordare che queste problematiche non possono essere risolte dalle Amministrazioni comunali, perché esistono figure specifiche preposte all’intervento, abilitate attraverso un rigido iter di formazione regionale.
Oggi i coadiutori‑selettori in Sicilia sono circa 570, di cui 98 nella provincia di Messina. Non esiste una territorialità fissa negli interventi, ma se rapportiamo il numero degli operatori abilitati ai 108 comuni della provincia, emerge un dato disarmante.
Il Corpo Forestale Volontario Siciliano, nelle parole del Comandante Regionale Francesco Blandino, ha dato la propria disponibilità, con i suoi volontari, a creare un tavolo comune con altre associazioni di protezione civile per il monitoraggio del territorio, la vigilanza ambientale e le attività di supporto.
In un momento in cui le criticità del territorio richiedono risposte rapide e coordinate, la collaborazione tra associazioni e volontari può diventare un vero punto di forza, trasformando le fragilità in un’occasione di protezione e crescita condivisa.




