La Procura di Messina ha chiesto e ottenuto il giudizio immediato nei confronti del medico settantenne Francesco Stagno d’Alcontres, ex direttore della Chirurgia plastica del Policlinico universitario e già parlamentare nazionale, arrestato lo scorso 5 dicembre nell’ambito di un’inchiesta su presunti rapporti illeciti tra sponsorizzazioni congressuali e forniture sanitarie.
La richiesta, firmata dalla sostituta procuratrice Giorgia Spiri e controfirmata dal procuratore capo Antonio D’Amato, è stata accolta dal giudice per le indagini preliminari Salvatore Pugliese. Il processo prenderà il via il 21 aprile davanti alla prima sezione penale del Tribunale di Messina.
Le ragioni del rito immediato
Nel decreto che dispone il giudizio immediato, il gip sottolinea come il quadro probatorio sia stato ritenuto già definito e sostenuto da elementi investigativi considerati solidi. La prova viene definita “evidente”, anche alla luce dell’interrogatorio dell’indagato sui fatti oggetto delle contestazioni.
Il ricorso al rito immediato consente di saltare l’udienza preliminare e accedere direttamente alla fase dibattimentale, quando gli elementi raccolti vengono valutati idonei a sostenere l’accusa in giudizio.
Le accuse contestate
All’ex primario vengono contestati, insieme ad altri indagati, i reati di concussione, corruzione, induzione indebita a dare o promettere utilità e truffa aggravata. Secondo l’impostazione accusatoria, alcune aziende del settore biomedicale sarebbero state sollecitate a versare consistenti somme di denaro sotto forma di sponsorizzazioni per un congresso della Società italiana di chirurgia plastica ricostruttiva ed estetica (SICPRE). In cambio — questa l’ipotesi della Procura — sarebbero state prospettate garanzie o vantaggi connessi alle forniture di dispositivi sanitari destinati al reparto ospedaliero.
L’ammontare complessivo delle somme contestate si aggirerebbe intorno ai 700 mila euro.
Tra gli episodi oggetto di contestazione figura una presunta richiesta di 23 mila euro avanzata a rappresentanti di società collegate al gruppo Johnson & Johnson Medical, cifra superiore rispetto alla sponsorizzazione inizialmente proposta. Secondo gli investigatori, sarebbe stato prospettato il blocco di un conto deposito relativo a un appalto per protesi mammarie in caso di mancato versamento.
Un secondo episodio riguarda la società Chirmedical: in questo caso, secondo l’accusa, sarebbe stato sollecitato il pagamento di 1.200 euro per l’iscrizione di due specializzandi al congresso scientifico, con l’ipotesi di possibili ripercussioni sui rapporti commerciali.
Ulteriori contestazioni interessano una sponsorizzazione da 25 mila euro attribuita a Biomedica Italia, che — secondo la ricostruzione accusatoria — sarebbe stata collegata agli acquisti di specifici prodotti sanitari per il biennio 2024-2025, e una presunta richiesta da 10 mila euro rivolta alla società Tegea, ritenuta dagli inquirenti connessa a successive forniture di dispositivi per la terapia delle ferite complesse.
Gli altri indagati e i filoni dell’inchiesta
Nel provvedimento vengono indicati diversi coindagati, tra personale sanitario e rappresentanti di imprese del settore medicale. Secondo la Procura, alcuni avrebbero avuto un ruolo operativo nella gestione degli ordini ospedalieri o nell’organizzazione economica del congresso, contribuendo — sempre secondo l’accusa — alla raccolta e alla distribuzione delle sponsorizzazioni.
I fatti contestati si collocano tra maggio e ottobre 2024. L’indagine, tuttora articolata in più filoni, coinvolge complessivamente oltre trenta persone.
Oltre alle ipotesi corruttive legate alle sponsorizzazioni congressuali, un secondo segmento investigativo riguarda l’attività libero-professionale extramoenia e presunte irregolarità documentali connesse a interventi chirurgici eseguiti anche in strutture private.
La posizione dell’imputato
Francesco Stagno d’Alcontres, difeso dagli avvocati Nico D’Ascola e Salvatore Silvestro, si trova agli arresti domiciliari, misura già confermata dal Tribunale del riesame.
Con l’avvio del processo si apre ora la fase dibattimentale, nella quale la difesa potrà articolare le proprie strategie, inclusa l’eventuale richiesta di riti alternativi. Come previsto dall’ordinamento, l’imputato è da considerarsi presunto innocente fino a eventuale sentenza definitiva di condanna.




