Aree Interne: cuore fragile e prezioso dell’Italia
Quello delle cosiddette Aree Interne è un tema centrale da decenni nelle agende politiche e nelle strategie di sviluppo economico e sociale delle regioni italiane. Lontane dai grandi centri urbani e penalizzate nell’accesso ai servizi essenziali (salute, istruzione, mobilità), queste zone rappresentano tuttavia un segmento importante del Paese.
Secondo un recente studio IFEL 2024 su dati ISTAT, il 69,9% dei 7.896 Comuni italiani ha meno di 5.000 abitanti (5.521 Comuni), e di questi, circa 4.000 ricadono nelle Aree Interne, ospitando 13,4 milioni di persone. In Sicilia, dei 391 Comuni, 291 rientrano in 72 Aree Interne, dove vivono circa 2 milioni di cittadini. Le Aree Interne rappresentano così il 22,7% della popolazione nazionale, ma salgono al 72,4% e 68,1% rispettivamente nelle Isole e nel Sud.
La fragilità e il valore dei borghi
Borghi antichi, ricchi di storia e tradizioni, sono i custodi di un patrimonio materiale e immateriale straordinario. Caratterizzati da costruzioni in pietra, vicoli stretti e scorci incantati, sono luoghi concepiti per vivere in armonia con l’ambiente circostante.
Tuttavia, queste realtà soffrono di fragilità croniche: marginalità, spopolamento, impoverimento economico e sociale. Un esempio emblematico è l’area occidentale dei Nebrodi (Mistretta, Santo Stefano di Camastra, Reitano, Castel di Lucio, Pettineo, Tusa, Motta d’Affermo), che tra il 2002 e il 2022 ha registrato un calo medio del -17% della popolazione, con punte del -30%.
Un nuovo paradigma: turismo lento e cultura dell’ospitalità
Negli ultimi anni, le Aree Interne hanno attratto un numero crescente di turisti interessati a esperienze autentiche, immerse nella natura e nelle tradizioni locali. Ma per trasformare questa opportunità in rigenerazione strutturale serve una governance mirata, capace di attivare le comunità.
«La cultura dell’ospitalità non coincide col turismo, ma ne è il presupposto»
– Andrea Succi
Da questa visione nasce il format GMT™ (Gruppo di Marketing Territoriale) e la figura del CTT™ (Coordinatore Turistico Territoriale), ideati dal dott. Andrea Succi, Destination Temporary Manager e fondatore della community “Territori e Italianità”.
Il progetto GMT™ Halaesa Nebrodi
Nel gennaio 2024 è stato avviato in Sicilia il progetto GMT™ Halaesa Nebrodi, che coinvolge i Comuni di Santo Stefano di Camastra, Reitano, Mistretta, Tusa, Pettineo, Castel di Lucio e Motta d’Affermo. Coordinato dal CTT™ locale, il progetto si propone di:
- Mappare e valorizzare le risorse storiche, artistiche, culturali, naturali e gastronomiche.
- Costruire una governance condivisa con cittadini, operatori economici e amministrazioni locali.
- Promuovere una Destinazione Turistica autentica che rafforzi le identità locali e rilanci l’economia.
Halaesa-Nebrodi, con la sua straordinaria biodiversità tra mare, colline e montagne, rappresenta un laboratorio naturale per questo modello innovativo. I punti di forza includono:
- Le ceramiche di Santo Stefano di Camastra
- La storia millenaria di Mistretta
- Gli scavi di Halaesa Arconidea
- Gli ulivi secolari di Pettineo
- Le tradizioni rurali e i prodotti agroalimentari locali
- Il Parco museale Fiumara d’Arte
Gli strumenti: sito web, catalogo turistico e sinergie
A supporto del progetto è stato lanciato ad aprile 2024 il sito web www.halaesanebrodi.it, che racconta il territorio e ne promuove le potenzialità turistiche. A marzo 2025 è stato presentato il primo Catalogo di prodotti turistici, frutto della collaborazione con il tour operator Aura Mundi, in vista della partecipazione a fiere nazionali, tra cui la prossima BTE di Palermo.
La forza della rete: dai Comuni al modello regionale
Il progetto rappresenta i sette Comuni rispettandone unicità e specificità, ma li inserisce in un contesto sistemico, convinto che solo dalla coesione possa nascere una rigenerazione autentica.
“I campanili non vanno abbattuti ma messi a fattor comune”
Per rendere stabile e duraturo il processo, ai sette sindaci è stato chiesto di approvare un Piano d’Azione condiviso, fondato su studio, formazione, sensibilizzazione e affiancamento.
Il modello GMT™, replicabile e scalabile, è stato illustrato in un workshop a Nicosia, suscitando l’interesse del GAL ISC Madonie e dei vertici istituzionali della Regione Siciliana, ponendo le basi per una sua possibile applicazione su scala regionale.
Conclusione: un futuro condiviso tra cultura e comunità
Il progetto GMT™ Halaesa Nebrodi non è solo un modello turistico, ma un patto generativo tra persone, territori e istituzioni. Una visione che punta a fare delle Aree Interne non più luoghi da proteggere in extremis, ma terre protagoniste di un futuro sostenibile, fondate sull’identità, la bellezza e la partecipazione.




