Un pacchetto da 315 milioni di euro di aiuti indiretti a sostegno delle imprese esportatrici colpite dagli effetti del ciclone Harry. È quanto messo in campo dalla Farnesina, attraverso le principali società pubbliche che operano nel commercio estero, per supportare le aziende di Sicilia, Sardegna e Calabria danneggiate dal recente maltempo severo.
Le misure sono state presentate a Palermo dal ministro degli Esteri Antonio Tajani, insieme ai vertici di ICE, SIMEST, SACE e Cassa Depositi e Prestiti, nel corso di un incontro con il presidente della Regione Siciliana Renato Schifani e con una rappresentanza del tessuto imprenditoriale isolano.
Un sostegno concreto, soprattutto indiretto
Il pacchetto di interventi non prevede contributi diretti in larga parte, ma una serie di agevolazioni finanziarie e assicurative, tra cui sospensioni e rinvii dei pagamenti, proroghe gratuite delle polizze assicurative, facilitazioni nell’accesso al credito e servizi gratuiti per l’internazionalizzazione.
Le misure SIMEST
La quota più rilevante degli interventi è affidata a SIMEST, che prevede:
- contributi a fondo perduto per il ristoro delle imprese esportatrici con un fatturato estero pari ad almeno il 10% del totale;
- condizioni agevolate per l’accesso al fondo per la transizione digitale, con una quota del 10% a fondo perduto;
- possibilità di destinare fino al 90% del finanziamento al consolidamento patrimoniale dell’impresa;
- facoltà di richiedere l’esenzione dalla presentazione di garanzie a fronte dell’erogazione dei contributi.
Gli interventi di SACE e ICE
A queste misure si affiancano quelle di SACE, che comprendono:
- il posticipo del pagamento dei premi delle polizze assicurative in essere;
- la proroga gratuita di sei mesi delle coperture assicurative;
- una moratoria fino a 12 mesi sui finanziamenti garantiti;
- l’attivazione di un call center dedicato alle imprese colpite.
Le misure SACE resteranno operative fino al 30 giugno 2026.
Sul fronte della promozione internazionale interviene invece ICE – Agenzia per il Commercio Estero, che prevede:
- partecipazione gratuita alle fiere internazionali;
- accesso senza costi alle attività promozionali all’estero;
- servizi di consulenza gratuiti per l’internazionalizzazione;
- iniziative promozionali dedicate, con un plafond massimo di 1,5 milioni di euro riservato alla Sicilia.
I numeri dell’export siciliano
Nonostante le difficoltà legate agli eventi climatici estremi, la Sicilia si conferma una delle regioni più dinamiche del Mezzogiorno sul fronte del commercio estero. Secondo gli ultimi dati disponibili, nel 2024 l’interscambio complessivo ha raggiunto 32,9 miliardi di euro, con un export pari a 13,4 miliardi, rendendo l’Isola la seconda regione del Sud per esportazioni.
Nei primi nove mesi del 2025, le esportazioni siciliane hanno già toccato quota 9,5 miliardi di euro, spinte soprattutto dal comparto della raffinazione petrolifera, che continua a rappresentare il principale motore dell’export regionale.
Un quadro che rende ancora più strategico il sostegno alle imprese colpite dal maltempo, per evitare che i danni climatici compromettano la competitività internazionale di uno dei settori chiave dell’economia del Sud.




