Dal 9 al 12 novembre 2025, il salone parrocchiale del Santuario “Maria Santissima dei Miracoli” ospiterà la mostra “Heart of Gaza”, un toccante viaggio visivo nel cuore del conflitto mediorientale, visto e narrato dagli occhi dei più piccoli: i bambini e gli adolescenti di Gaza.
L’iniziativa si inserisce nell’ambito della manifestazione “Una Passeggiata per la Pace”, e nasce grazie all’impegno congiunto dell’Associazione New Agorà – Centro Studi Complessità, di cui fa parte la professoressa Marisa Antoci, dell’Associazione Progetto Mistretta e alla generosa disponibilità del Reverendo Padre Michele Giordano.

La mostra raccoglie 90 disegni realizzati da bambini e ragazzi palestinesi, testimonianze di vita quotidiana in un contesto segnato da fame, paura, distruzione e perdita. Attraverso colori accesi e tratti incerti, i piccoli artisti raccontano ciò che hanno visto e vissuto: case rase al suolo, famiglie divise, sogni infranti, ma anche il desiderio di pace, di gioco e di futuro.
«Visitarla – sottolinea la professoressa Antoci – sarà un modo per dire: Io non sono e non posso essere neutrale di fronte all’oppressione. Non siamo dei don Abbondio, non siamo degli ignavi. Abbiamo il dovere di educare i giovani all’umanità migliore, ribellandoci all’indifferenza, per poter dire, a chi verrà dopo di noi, io, pur nell’impossibilità di agire, non mi sono girato dall’altra parte»
Un messaggio forte, che invita la comunità a non restare indifferente davanti alle tragedie umane, a sentirsi parte di una resistenza morale e civile che passa anche attraverso la cultura.
L’esposizione sarà aperta ogni giorno dalle 10:00 alle 16:00, offrendo ai visitatori la possibilità di confrontarsi con l’arte come strumento di memoria, denuncia e speranza.
“Heart of Gaza” non è solo una mostra, ma un atto di solidarietà. Un tributo universale al diritto alla vita, all’infanzia, all’istruzione. Un richiamo al dovere di “restare umani”, come ricorda la citazione che accompagna l’iniziativa: Restare umani significa anche disobbedire all’indifferenza. Un appuntamento da non perdere per chi crede che anche nei momenti più bui, l’arte possa essere una voce che grida pace.




