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“Mascariati” Verità negate e silenzi di Stato: il libro-inchiesta che riapre un caso dimenticato

Seduto comodamente su una sdraio, con il dolce sottofondo delle onde del mare che si infrangono sulla riva, ho appena terminato di leggere Mascariati, il libro-inchiesta di Enzo Basso e Fabrizio Bertè. È stato un viaggio intenso e coinvolgente, che ha trasformato un momento di relax estivo in un’occasione di riflessione profonda su verità nascoste, silenzi di Stato e il coraggio di chi ha scelto di raccontare una storia scomoda. In questo contesto di apparente quiete, le pagine del libro hanno risuonato come un richiamo urgente a non dimenticare, a scavare oltre la superficie e a dare voce a chi, troppo spesso, è stato “mascariato” e lasciato solo.

Due poliziotti morti, una verità incompleta, e il coraggio di raccontarla. Enzo Basso e Fabrizio Bertè, con il loro libro-inchiesta Mascariati (Città del Sole Edizioni), riportano alla luce una vicenda dolorosa, controversa ma anche inquietante che ha segnato la storia recente della Sicilia e dell’antimafia istituzionale. Una storia di ombre, silenzi e depistaggi che coinvolge la morte di due agenti di polizia, Rino Todaro e Tiziano Granata, e che mette in discussione il fragile equilibrio tra legalità e potere.

La morte di due poliziotti e un silenzio imbarazzante

Il 1° e 2 marzo 2018, a distanza di sole 24 ore, due agenti del commissariato di Sant’Agata Militello muoiono in circostanze che ancora oggi lasciano molti interrogativi aperti. Rino Todaro, afflitto da una grave malattia, si spegne dopo una lunga lotta. Tiziano Granata, invece, giovane e in piena attività, viene trovato senza vita nel suo appartamento. Nessuna indagine approfondita, nessun clamore mediatico: solo un silenzio assordante.

Questo silenzio viene rotto solo cinque anni dopo, grazie al lavoro di Basso e Bertè, che con rigore giornalistico e passione civile hanno raccolto documenti, testimonianze e consulenze medico-legali, restituendo dignità a due uomini “morti due volte”: prima nel corpo, poi nella memoria pubblica.

La “squadra dei vegetariani”: onestà e impegno in un contesto difficile

Todaro e Granata facevano parte della cosiddetta “squadra dei vegetariani”, un gruppo di agenti noti per la loro integrità e il rigore nelle indagini, impegnati in particolare sul fronte delle infiltrazioni mafiose nei fondi europei destinati ai pascoli dei Nebrodi. Un lavoro scomodo, che li ha messi al centro di tensioni istituzionali e pressioni crescenti, soprattutto dopo il fallito attentato del 2016 a Giuseppe Antoci, allora presidente del Parco dei Nebrodi, simbolo di una lotta antimafia che ha conosciuto momenti di grande fragilità.

“Mascariati”: il verbo siciliano che racconta una tecnica di potere

Il titolo del libro richiama il verbo siciliano mascariare, che significa infangare, delegittimare, calunniare. È la tecnica subdola usata per “uccidere” due volte chi osa opporsi a certi poteri: non solo con la morte fisica, ma anche con la distruzione della reputazione e il silenzio delle istituzioni. Todaro e Granata sono stati “mascariati” dalla macchina del potere, isolati e dimenticati, vittime di una mafia che si nasconde nell’antimafia stessa.

Il contributo di Nebrodi News: giornalismo di prossimità che fa la differenza

Un elemento chiave de Mascariati è il contributo di Nebrodi News, testata locale che ha seguito il caso fin dall’inizio, raccogliendo denunce, approfondimenti e interviste spesso ignorate dal circuito mediatico nazionale. Le inchieste pubblicate da Nebrodi News hanno fornito agli autori materiale prezioso per ricostruire la complessa rete di eventi, intercettazioni e pressioni che hanno preceduto e seguito le morti dei due agenti. Questo lavoro di giornalismo di prossimità dimostra come, anche in un’epoca dominata dall’informazione globale e dai social network, il racconto delle storie più delicate e scomode passi ancora attraverso la passione, la tenacia e la responsabilità delle piccole redazioni locali.

Un anatomo-patologo denuncia incongruenze inquietanti

Il libro si avvale anche del contributo scientifico dell’anatomopatologo Luigi Gaetti, che ha analizzato le circostanze della morte di Granata e ha evidenziato anomalie e incongruenze mai adeguatamente approfondite dalle autorità. Un ulteriore elemento che alimenta il sospetto di una verità nascosta e di un’indagine frettolosamente archiviata.

Una denuncia morale e politica che apre domande urgenti

Mascariati non pretende di offrire risposte definitive, ma lancia un grido di allarme contro una legalità apparente, fatta di cerimonie e proclami, che tradisce proprio coloro che dovrebbero essere tutelati dallo Stato. È un invito a non accettare il silenzio come risposta, a non dimenticare chi ha servito con onestà e coraggio, e a continuare a cercare la verità.

Come ricordano i familiari di Granata, citati nel libro:

«Non abbiamo mai chiesto vendetta. Solo una cosa: che ci dicano la verità.»

Perché leggere I mascariati

In un’Italia dove spesso le storie più scomode vengono sepolte o ignorate, Mascariati rappresenta un’opera fondamentale per chi crede nella giustizia e nell’importanza della memoria. È un libro che fa bene leggere, perché racconta due uomini, due poliziotti, e una battaglia per la verità che riguarda tutti noi. Un invito a non lasciare che la verità muoia due volte: nel corpo e nell’oblio.

Enzo Basso e Fabrizio Bertè, anche con il sostegno di Nebrodi News, ci consegnano un libro-inchiesta che è un atto di coraggio civile e un monito per il futuro dell’antimafia e della democrazia in Italia.

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