La Procura di Palermo ha acceso i riflettori su un intricato sistema di potere che, secondo l’accusa, ha infiltrato la politica e la pubblica amministrazione in Sicilia. Al centro dell’indagine, che coinvolge un totale di 18 persone tra politici, funzionari e imprenditori, figura l’ex presidente della Regione Totò Cuffaro, accusato di associazione a delinquere, corruzione e turbata libertà degli incanti. Per alcuni indagati i magistrati hanno già richiesto la misura cautelare degli arresti domiciliari.
Il sistema di potere e le accuse
Secondo gli inquirenti, Cuffaro avrebbe utilizzato la propria rete di relazioni costruita negli anni per influenzare appalti, concorsi pubblici e nomine chiave, favorendo imprenditori e funzionari “amici” in cambio di benefici economici o politici. Al centro del presunto sistema c’è un “comitato d’affari occulto” capace di orientare scelte politiche e amministrative nella Regione, incrementando anche il consenso elettorale dei suoi membri.
I protagonisti dell’inchiesta
Cuffaro viene indicato come il dominus dell’organizzazione, colui che impartiva direttive e mediazioni con enti e imprese per definire benefici illeciti. Nel decreto di perquisizione emergono nomi noti legati all’indagine:
- Carmelo Pace, capogruppo della Dc all’Ars, definito “membro di spicco del sodalizio”;
- Vito Raso, uomo di fiducia di Cuffaro;
- Antonio Abbonato, presentato come “faccendiere a disposizione dell’associazione”.
L’obiettivo principale del comitato sarebbe stato inserire uomini di fiducia ai vertici di enti strategici come aziende sanitarie, consorzi di bonifica e uffici regionali per condizionare gare, appalti e concorsi. In cambio giravano tangenti, promesse di assunzioni, subappalti e altri favori.
Caso emblematico: l’appalto Asp di Siracusa
Tra le gare contestate spicca quella bandita dall’Asp di Siracusa per il servizio d’ausiliariato, vinta dalla Dussmann Service. Secondo gli investigatori, il direttore generale dell’Asp, Alessandro Caltagirone, avrebbe svolto un ruolo chiave nel pilotare l’esito insieme a Cuffaro, che ne aveva sponsorizzato la nomina. Altri coinvolti sarebbero Antonio Abbonato, Saverio Romano e Ferdinando Aiello, che avrebbero curato l’intermediazione con la controparte imprenditoriale, rappresentata dalla Dussmann e dalla Euroservice di Sergio Mazzola.
In cambio, l’azienda vincitrice, con rappresentanti legali indagati, avrebbe garantito assunzioni, subappalti e vantaggi patrimoniali, favorendo la Euroservice e consolidando così il sistema di favoritismi.
Pressioni su commissioni e responsabili
Gli indagati avrebbero fatto pressioni sulla Commissione aggiudicatrice della gara, composta da dirigenti e medici dell’Asp di Siracusa, oltre che sul Responsabile unico del procedimento, per garantire l’esito favorevole all’azienda favorita.
Le assunzioni pilotate a Villa Sofia
L’inchiesta mira anche a quindici assunzioni a tempo indeterminato come operatori socio sanitari presso l’ospedale Villa Sofia Cervello di Palermo. Cuffaro, con l’ausilio del suo storico segretario Vito Raso, avrebbe convinto il commissario straordinario e il direttore di unità operativa ad agevolare i suoi protetti per la stabilizzazione dei posti. In cambio, secondo i pm, Coletti riceveva conferme per la sua nomina a direttore generale, mentre Iacono otteneva la promessa di incarico da direttore dell’unità di Anestesia e Rianimazione.
Appalti al Consorzio di bonifica e nuove accuse
Gli accertamenti coinvolgono anche il Consorzio di Bonifica Occidentale. Il direttore generale Tomasino avrebbe favorito appalti a imprenditori legati, in particolare Alessandro Vetro di Favara, amministratore della Sm srl e MGB Costruzioni. Vetro avrebbe corrisposto somme di denaro a Tomasino e in almeno un’occasione consegnato denaro anche a Cuffaro e Carmelo Pace come tangenti.
Reazioni politiche e prossimi sviluppi
L’inchiesta ha scatenato una forte reazione politica. Ismaele La Vardera di Controcorrente ha chiesto una mozione di sfiducia contro il governo Schifani, invitando a escludere la Dc dalla giunta per tutelare l’immagine della Sicilia. Il Movimento 5 Stelle parla di governo delegittimato, mentre Carlo Calenda di Azione propone il commissariamento della Regione denunciando metodi consolidati da decenni. Michele Catanzaro del Partito Democratico ha espresso preoccupazione sul futuro della sanità siciliana.
Totò Cuffaro si è dichiarato sereno e collaborativo con la giustizia, mentre Saverio Romano lamenta il danno mediatico subito. Il Presidente della Regione Schifani invita alla calma e alla fiducia nella magistratura.
Giovedì si terrà un vertice di maggioranza sul bilancio 2026, ma la crisi politica si presenta profonda, con la tenuta del governo regionale messa a dura prova.
Il leader di Sud Chiama Nord, Cateno De Luca, ha chiesto prudenza auspicando tempi rapidi per evitare un “tritacarne mediatico” che già conosce per esperienza personale.




