Si concentra sull’Azienda sanitaria provinciale di Messina uno dei filoni più delicati dell’inchiesta della Direzione distrettuale antimafia di Palermo sui presunti intrecci tra sanità, affari e criminalità organizzata. Nella giornata di oggi, i magistrati hanno convocato come persone informate sui fatti il direttore generale dell’Asp, Giuseppe Cuccì, e il direttore amministrativo Giancarlo Niutta.
L’audizione, disposta dal procuratore aggiunto e dai pm titolari del fascicolo, si inserisce in un’attività di ricostruzione più ampia che mira a chiarire eventuali interferenze nella gestione della sanità pubblica messinese. I due dirigenti non risultano indagati, ma potrebbero fornire elementi utili a delineare il contesto in cui si sarebbero mossi alcuni protagonisti dell’inchiesta.
Al centro degli accertamenti resta la figura del manager sanitario Salvatore Iacolino. Secondo l’ipotesi investigativa, quando ricopriva un ruolo chiave nella pianificazione strategica regionale, avrebbe favorito l’ingresso di interessi riconducibili al boss di Favara Carmelo Vetro e a imprese a lui collegate nel sistema sanitario. Un quadro tutto da verificare, ma che ha già avuto conseguenze rilevanti: la recente nomina di Iacolino alla guida del Policlinico di Messina è infatti durata solo pochi giorni, fino all’emersione dell’indagine.
Gli inquirenti stanno cercando di comprendere se e in che modo tali presunti rapporti possano aver inciso su appalti, servizi o dinamiche amministrative all’interno delle strutture sanitarie. In questo scenario, il contributo dei vertici dell’Asp potrebbe risultare decisivo per chiarire procedure, decisioni e eventuali anomalie.
Nel frattempo, la difesa di Iacolino prepara il ricorso al Tribunale del riesame contro il sequestro disposto dalla Procura, che ha riguardato dispositivi elettronici e una somma di denaro contante rinvenuta nella sua abitazione. Il manager, convocato nei giorni scorsi per l’interrogatorio preventivo, ha scelto di avvalersi della facoltà di non rispondere, in attesa di conoscere nel dettaglio gli elementi raccolti a suo carico.
L’inchiesta resta in una fase ancora preliminare, ma l’attenzione degli investigatori è ormai chiaramente rivolta anche alla sanità messinese, ritenuta uno snodo potenzialmente rilevante nella rete di rapporti sotto esame.




