La Corte d’Appello di Messina riconosce il diritto al risarcimento per cinque giorni di restrizione illegittima
Una vicenda di errore giudiziario, durata pochi giorni ma dalle conseguenze significative, si è conclusa con la condanna del Ministero dell’Economia e delle Finanze al risarcimento di un cittadino di Sant’Agata Militello per ingiusta detenzione. La decisione è stata pronunciata dalla Corte d’Appello di Messina, che ha riconosciuto all’uomo un indennizzo di 589,55 euro per i cinque giorni trascorsi agli arresti domiciliari in seguito a un provvedimento esecutivo rivelatosi illegittimo.
I fatti risalgono al periodo in cui i Carabinieri della Stazione di Sant’Agata Militello avevano dato esecuzione a un ordine di carcerazione emesso dall’Ufficio esecuzioni penali presso la Procura Generale della Repubblica di Messina. Tale ordine traeva origine da un’ordinanza del Tribunale di Sorveglianza che disponeva la detenzione domiciliare come misura alternativa alla reclusione in carcere.

Tuttavia, l’avvocato di fiducia dell’uomo, Daniele Corrao, ha subito rilevato un vizio nel provvedimento: trattandosi di un atto “de plano”, cioè emesso senza contraddittorio, l’ordinanza non poteva considerarsi immediatamente esecutiva fino alla scadenza del termine per proporre opposizione. Accogliendo la segnalazione del legale, la Procura Generale ha tempestivamente revocato l’ordine di esecuzione, disponendo la liberazione dell’uomo, che nel frattempo aveva già scontato ingiustamente cinque giorni di detenzione domiciliare.
Ritenendo la detenzione subita del tutto ingiustificata e non imputabile al comportamento del proprio assistito, l’avvocato Corrao ha presentato richiesta di indennizzo e risarcimento alla Corte d’Appello di Messina, sottolineando come l’errore fosse dipeso unicamente dall’autorità giudiziaria.
La Corte, accogliendo le argomentazioni del difensore, ha riconosciuto la violazione della libertà personale e ha condannato il Ministero dell’Economia e delle Finanze, in quanto responsabile civile per i danni derivanti da errori giudiziari, a risarcire il cittadino per ogni giorno di detenzione illegittimamente subito.
Secondo l’avvocato Corrao, la sentenza «ribadisce la funzione solidaristica del rimedio previsto dalla legge, che mira a tutelare le vittime di errori giudiziari e a garantire un equilibrio tra l’esigenza di applicare correttamente le pene e il diritto fondamentale alla libertà personale».
Una riflessione, quella del legale, che invita a una più profonda attenzione del sistema giudiziario verso le garanzie dei cittadini e il rispetto della persona, affinché episodi simili non si ripetano.




