Quando si parla di Interbus nel territorio compreso tra Serravalle e l’antica Halaesa, purtroppo, è quasi sempre per segnalare disagi e inefficienze del trasporto pubblico. La tratta Mistretta–Santo Stefano di Camastra continua a rappresentare un incubo quotidiano per studenti e genitori, esasperati da orari assurdi e scarsa organizzazione.
La corsa mattutina parte da Mistretta alle 6:30, dopo un “conquistato” differimento di soli venti minuti rispetto all’originaria partenza delle 6:10. Un piccolo risultato ottenuto dal sindaco di Mistretta, Sebastiano Sanzarello, dopo settimane di proteste e una PEC ufficiale inviata dai genitori all’amministrazione comunale.
Ma, di fatto, nulla è cambiato. Dopo appena venti minuti di viaggio, i ragazzi si ritrovano davanti alle scuole di Santo Stefano alle 7:00, con un’entrata fissata tra le 7:50 e le 8:00. Un’attesa di oltre un’ora, in strada, spesso al freddo e sotto la pioggia, con l’inverno ormai alle porte.
Un risparmio che costa caro
Il problema affonda le radici nella decisione di Interbus di tagliare una corsa e risparmiare così un mezzo e un autista. Fino a qualche anno fa, infatti, l’azienda impiegava due mezzi distinti: uno per la tratta Mistretta–Santo Stefano e un altro per Pettineo–Mistretta.
Oggi, invece, un solo autobus fa tutto. Parte all’alba da Mistretta, accompagna gli studenti a Santo Stefano e, senza sosta, riparte per Pettineo per caricare gli alunni di Pettineo e Motta d’Affermo diretti ai licei mistrettesi. Risultato?
I primi arrivano troppo presto, i secondi troppo tardi. Il bus, infatti, raggiunge Pettineo sempre in ritardo e parte con 15-20 minuti di slittamento rispetto all’orario previsto, trasformando ogni mattina in un percorso a ostacoli.
Il rientro? Stesso film
Anche al ritorno la situazione non migliora. L’unico pullman disponibile parte da Santo Stefano alle 13:45, costringendo gli studenti di qualche istituto a uscire da scuola un’ora prima per non perdere la corsa. Dopo averli riportati a Mistretta, il mezzo riparte solo verso le 14:30, spesso anche più tardi, alla volta di Pettineo.
Un’organizzazione che definire inefficiente è poco: la logica del risparmio sembra aver schiacciato ogni buon senso e ogni attenzione verso le esigenze di centinaia di studenti pendolari.
Le promesse (vuote)
L’amministrazione comunale di Mistretta, guidata dal sindaco Sanzarello, assicura di essere “al lavoro” per risolvere la problematica. Ma, per ora, “non è riuscita a cavare un ragno dal buco”.
E intanto genitori e studenti si chiedono: “Se con due mezzi e due autisti il servizio funzionava alla perfezione, perché non ripristinarlo?”
C’è chi si chiede se Interbus può decidere autonomamente di tagliare la corsa, senza alcun confronto con l’assessorato regionale ai trasporti. Se così fosse, ci troveremmo di fronte a una scelta unilaterale che penalizza i cittadini e passa sopra la testa delle istituzioni locali. Se invece il taglio è avvenuto con l’avallo dell’assessorato competente, la situazione sarebbe ancora più grave, mostrando un’enorme mancanza di attenzione nei confronti delle reali esigenze della comunità e della qualità del servizio pubblico.
Un territorio dimenticato
Ancora una volta, l’entroterra nebroideo paga il prezzo dell’inefficienza e dell’indifferenza.
Le famiglie chiedono soltanto un servizio pubblico dignitoso e rispettoso degli orari scolastici, ma da mesi attendono risposte che non arrivano né da Interbus, né dalla Regione Siciliana.
Nel frattempo, gli studenti continueranno ad alzarsi alle cinque e mezza del mattino per percorrere appena sedici chilometri e aspettare un’ora davanti alla scuola.
Un paradosso che, nel 2025, racconta più di mille parole lo stato in cui versa il trasporto pubblico locale.
La tratta Mistretta-Nicosia
Un altro aspetto controverso della gestione Interbus riguarda la linea Nicosia–Mistretta e viceversa, una tratta che, a differenza di quella scolastica, non serve alcuno studente e risulta di fatto quasi priva di passeggeri. Ogni mattina un autobus parte da Nicosia alle 8:00 diretto verso Mistretta e fa ritorno alle 12:30, viaggiando praticamente vuoto. Un servizio che non porta alcun beneficio alle comunità, ma che continua a essere effettuato esclusivamente per i contributi regionali destinati al trasporto pubblico.
Eppure, come segnalano diversi cittadini, invertendo il senso della corsa — con partenza da Mistretta alle 7:00 verso Nicosia (com’era in passato) — si potrebbe offrire un reale servizio all’utenza, permettendo ai viaggiatori di usufruire della coincidenza Nicosia – Catania che parte alle 8:00. Un esempio lampante di come una gestione miope possa trasformare un’opportunità in uno spreco di risorse pubbliche.
La politica sorda alle necessità dei cittadini
C’è un aspetto che non si può ignorare: gli autobus di Interbus si mettono in moto ogni mattina grazie ai contributi regionali per il trasporto pubblico. Tradotto: è la Regione Siciliana, con soldi pubblici, a finanziare queste corse che dovrebbero garantire un servizio efficiente e puntuale.
Dunque, non è solo una questione di gestione aziendale — è una questione politica.
Perché dove scorrono fondi pubblici, c’è una responsabilità pubblica. E se nulla cambia, se le corse restano inefficienti e i disagi si moltiplicano, la colpa non è solo di Interbus.
È tempo che chi ha responsabilità si assuma le proprie e metta fine a questa situazione inaccettabile. Perché un diritto fondamentale come quello allo studio non può essere condizionato da scelte che trasformano ogni giornata scolastica in una prova di resistenza.




