spot_img
spot_img

La Regione torna sui propri passi: Ferrarello nominato presidente del Parco delle Madonie

Una vicenda politica che in pochi giorni ha assunto i contorni di un vero e proprio braccio di ferro interno alla maggioranza si è conclusa con un inatteso dietrofront: Giuseppe Ferrarello, sindaco di Gangi, sarà ufficialmente il nuovo presidente del Parco delle Madonie.
La Regione Siciliana, dopo aver bloccato la nomina soltanto due giorni fa e aver persino valutato la possibilità di affidare l’ente a un nuovo commissario straordinario, ha infine dato il via libera definitivo.

Un epilogo che segna la fine di uno dei passaggi più delicati dell’ampia tornata di nomine varata dal governo Schifani per gli Iacp, i Consorzi universitari e gli enti Parco.

La frenata improvvisa e il “caso politico”

Il nome di Ferrarello era inizialmente dato per acquisito: proposto dall’assessore al Territorio e Ambiente Giusi Savarino, aveva superato senza rilievi la verifica della Commissione Affari istituzionali dell’Ars su requisiti e incompatibilità. Eppure la sua designazione era stata inspiegabilmente messa in pausa. Un congelamento che aveva lasciato l’ente commissariato e che molti, nei corridoi di Palazzo d’Orléans, avevano interpretato come un segnale politico piuttosto che amministrativo.

Al centro del dibattito — da informazioni in nostro possesso – non vi era la figura del sindaco di Gangi, stimata e priva di pendenze, ma la sua appartenenza alla Democrazia Cristiana, un partito finito negli ultimi mesi sotto una forte pressione mediatica e giudiziaria dopo le indagini che lambiscono l’area cuffariana.

Il pressing della DC e la retromarcia della giunta

La decisione di bloccare Ferrarello aveva creato non pochi malumori tra gli esponenti della DC all’Ars, che avrebbero fatto sentire con forza la loro voce negli ultimi due giorni.
Un pressing politico significativo — raccontano più fonti — che avrebbe contribuito a far mutare rotta al presidente Schifani, già recentemente criticato dai centristi per la scelta di escludere dalla giunta alcuni assessori considerati vicini a Totò Cuffaro. Il risultato è arrivato oggi: la giunta ha approvato la nomina di Ferrarello, completando così il quadro degli incarichi rimasti in sospeso.

Le altre nomine completate

Nella stessa seduta, il governo regionale ha definito anche le ulteriori designazioni mancanti:

  • Calogero Valenza alla guida dello Iacp di Caltanissetta, su proposta dell’assessore Aricò.
  • Antonino Mangiacavallo alla presidenza del Consorzio universitario Empedocle di Agrigento, su proposta dell’assessore Turano.

Si chiude quindi il cerchio delle nomine iniziate mercoledì scorso, quando erano stati insediati i vertici degli Iacp di otto province e tre dei quattro presidenti dei Parchi siciliani.

Ferrarello: un territorio che attende stabilità

Con la nomina definitiva, il Parco delle Madonie saluta dunque il periodo di commissariamento e si prepara a una nuova fase amministrativa. Ferrarello eredita un ente con un ruolo strategico non solo dal punto di vista ambientale, ma anche per la programmazione turistica e lo sviluppo dell’entroterra madonita. Dopo giorni di incertezze e di contrasti politici, la Regione sembra avere imboccato la strada della stabilità: la guida del Parco torna a essere affidata a un presidente pienamente legittimato, espressione del territorio e ora anche di un equilibrio politico ritrovato — almeno per il momento.

Autore

spot_img

Ultime News

Related articles