Il rapporto “Il Libro Nero dell’Azzardo 2026 – Lo Stato Perdente” fotografa una situazione sempre più preoccupante per il gioco d’azzardo in Italia. Nel 2025 la raccolta complessiva ha raggiunto la cifra record di 165,3 miliardi di euro, pari al 7,3% del PIL nazionale, mentre le perdite subite dai cittadini hanno sfiorato i 22 miliardi di euro. Il fenomeno continua a essere alimentato soprattutto dalla crescita dell’azzardo online, che ha superato per la prima volta i 100 miliardi di euro di raccolta.
Secondo il rapporto, l’Italia rappresenta oggi il più grande mercato dell’azzardo in Europa. Gli autori evidenziano come la diffusione del gioco abbia effetti significativi sul reddito delle famiglie, sulla salute pubblica e sulla coesione sociale, generando fenomeni di dipendenza, sovraindebitamento e vulnerabilità economica.
Il ruolo della Sicilia
La Sicilia emerge come una delle regioni più coinvolte nel fenomeno dell’azzardo online. Con una raccolta complessiva di oltre 16,2 miliardi di euro nel 2025, l’isola si colloca tra le realtà territoriali con i valori più elevati a livello nazionale. La componente predominante è rappresentata dai giochi di abilità a distanza, che da soli superano i 10 miliardi di euro.
Ancora più significativo è il dato pro capite. Nel gioco online ogni residente siciliano, neonati compresi, “investe” mediamente 2.472 euro all’anno, un valore secondo soltanto alla Campania e nettamente superiore a molte regioni del Centro-Nord. Il confronto con il Veneto è particolarmente eloquente: il dato veneto è inferiore di circa due terzi rispetto a quello siciliano.
Le province siciliane figurano inoltre ai primi posti delle classifiche nazionali dell’azzardo online. Messina, Siracusa e Palermo registrano valori prossimi ai 4.000 euro pro capite nella fascia di età tra 18 e 74 anni, collocandosi tra le aree più critiche del Paese. Anche i comuni siciliani mostrano livelli molto elevati: Patti, in provincia di Messina, risulta il comune italiano con la più alta spesa online pro capite, pari a 7.715 euro annui. Tra i centri con dati particolarmente rilevanti figurano anche Pozzallo, Partinico, Villabate, Termini Imerese, Carini e Cinisi.

Le preoccupazioni sociali
Gli autori del rapporto sottolineano come l’elevata concentrazione dell’azzardo online in Sicilia e in altre aree del Mezzogiorno non possa essere interpretata soltanto come una maggiore propensione al gioco. In diversi casi emergono possibili correlazioni con fenomeni di illegalità e riciclaggio di denaro, soprattutto in territori caratterizzati dalla presenza storica della criminalità organizzata. Per questo motivo viene richiesta una maggiore trasparenza sui flussi economici che alimentano il settore e un rafforzamento delle attività di controllo.
la Sicilia rappresenta uno dei territori più esposti
Il rapporto conclude che l’Italia si trova in una vera e propria “crisi da azzardo”, aggravata dall’espansione continua del gioco online. In questo quadro la Sicilia rappresenta uno dei territori più esposti, sia per l’entità delle somme giocate sia per la diffusione del fenomeno tra la popolazione. Gli autori chiedono un rafforzamento delle politiche di prevenzione, il rispetto del divieto di pubblicità del gioco d’azzardo, una maggiore disponibilità dei dati pubblici e una strategia nazionale capace di ridurre i volumi complessivi di gioco, tutelando soprattutto i giovani e le fasce sociali più vulnerabili.




