L’Azienda Siciliana Trasporti (Ast), società pubblica controllata dalla Regione Siciliana e responsabile del trasporto interurbano nell’isola, ha un nuovo presidente: Luigi Genovese. La nomina, decisa dall’assemblea dei soci su indicazione di Palazzo d’Orléans, ha sostituito Alessandro Virgara, dimissionario, affidando a Genovese la guida dell’azienda nell’importante fase di rilancio e rinnovo della flotta.
Sebbene formalmente la scelta sia stata compiuta dal consiglio di amministrazione, è noto come il ruolo politico della Regione abbia avuto un peso determinante nella decisione. L’incarico assume infatti un valore particolarmente significativo non solo per il ruolo strategico che Ast ricopre nella mobilità siciliana, ma anche per il peso del cognome Genovese sulla scena locale.
Luigi Genovese, 27 anni, divenuto noto nel 2017 come “baby recordman di preferenze” dell’Assemblea regionale siciliana nelle fila di Forza Italia, è figlio di Francantonio Genovese, ex deputato condannato in via definitiva per truffa e frode fiscale nel noto scandalo legato alla formazione professionale in Sicilia.
Negli ultimi anni il nome di Luigi Genovese è stato collegato a indagini giudiziarie per riciclaggio patrimoniale e a un sequestro di beni per circa 100 milioni di euro, relativo al patrimonio familiare. Pur non essendoci condanne a suo carico, questi precedenti giudiziari rappresentano un elemento forte che torna a emergere ogni qualvolta il giovane politico assume incarichi di rilievo.
Il governo regionale ha difeso la nomina evidenziando la necessità di un “rilancio aziendale” e la ricerca della “sostenibilità dei servizi” di trasporto pubblico, sottolineando il ruolo centrale di Ast nella mobilità dell’isola. Tuttavia, per molti osservatori, questa scelta rischia di diventare l’ennesima pagina di un copione consolidato nella politica siciliana: la conferma di prassi radicate che vedono il collocamento di figure politicamente sensibili, a prescindere dal loro passato, nei posti chiave delle partecipate. La nomina di Luigi Genovese, con tutto il suo carico simbolico e politico, rappresenta un banco di prova importante per la Regione e per la credibilità dell’intero sistema.




